Botulino in Italia: 574 casi in 25 anni, due morti nelle ultime settimane

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tra il 2001 e il 2024, in Italia sono stati registrati 574 casi di botulismo, un’intossicazione rara ma potenzialmente letale causata dal Clostridium botulinum, un batterio che prolifera in alimenti conservati in modo improprio. L’Istituto Superiore di Sanità, dopo i recenti episodi in Calabria e Sardegna, ha diffuso un rapporto dettagliato, ribadendo le norme per evitare il contagio, che spesso deriva dal consumo di conserve casalinghe non sterilizzate correttamente.

Negli ultimi quattro anni, il sistema di sorveglianza nazionale ha segnalato 1.276 casi sospetti, ma solo una minima parte ha avuto esiti tragici. Tra questi, le morti di Tamara D’Acunto e Luigi Di Sarno, deceduti dopo aver consumato prodotti contaminati. Le autopsie, come confermato dai legali della vittima, hanno accertato il nesso con il botulino, mentre la procura di Cosenza — dove altri undici pazienti sono ancora ricoverati — ha già iscritto dieci persone nel registro degli indagati.

Proprio a Cosenza, all’ospedale Annunziata, un nuovo paziente è stato trasferito in terapia intensiva nelle ultime ore, sebbene sette intossicati siano stati dimessi in condizioni stabili. «Le loro condizioni mostrano un deciso miglioramento», si legge nel bollettino medico, che tuttavia non nasconde la gravità di un’emergenza sanitaria legata a un focolaio ancora attivo.

I sintomi del botulismo, che includono paralisi muscolare progressiva e difficoltà respiratorie, possono manifestarsi entro poche ore dal consumo del cibo contaminato. L’Italia, dove la tradizione delle conserve domestiche è radicata, resta uno dei Paesi più esposti, nonostante le campagne di prevenzione. Le autorità raccomandano di evitare prodotti con confezioni danneggiate o rigonfie, mentre i casi sospetti vanno segnalati immediatamente, data la rapidità con cui la tossina agisce.

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