Studenti in piazza e Bernini apre: tavolo sul semestre filtro di Medicina
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Redazione Interno
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Un flash mob organizzato sotto la pioggia battente, davanti al ministero dell’Università, ha dato voce a un malessere che, da mesi, serpeggia tra molti aspiranti medici. La protesta, indetta dal coordinamento studentesco Primavera degli studenti e supportata da dottorandi e da parlamentari di diverse forze politiche, è coincisa con la prima convocazione ufficiale del Consiglio nazionale degli studenti universitari, un momento simbolico che ha offerto l’occasione per portare sotto i riflettori le criticità della nuova procedura di accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia. "Il semestre filtro ha fatto acqua da tutte le parti", ha dichiarato senza mezzi termini la coordinatrice nazionale Karin Niderjaufner, sottolineando come il meccanismo, concepito per selezionare gli studenti attraverso gli esami di Biologia, Chimica e Fisica sostenuti dopo l’immatricolazione, abbia finito per generare "un’eccessiva competizione, ansia e stress". Una pressione che, stando alle denunce degli organizzatori della manifestazione, in taluni casi si è spinta fino a lambire "pensieri suicidi", un dato grave che viene addotto a sostegno della richiesta di una revisione profonda della riforma.
La risposta istituzionale della ministra Bernini
Proprio all’interno del ministero, mentre fuori si svolgeva la protesta, la ministra Anna Maria Bernini incontrava i rappresentanti del Cnsu, ascoltando le loro istanze e formulando una risposta che segna un’apertura. La linea del governo, infatti, non contempla un ritorno al vecchio sistema del test d’ingresso nazionale, ma dimostra una concreta disponibilità a introdurre dei correttivi già a partire dal prossimo anno accademico. Bernini ha proposto l’istituzione di un tavolo di confronto permanente dedicato alla riforma, un segnale di dialogo che mira a smussare gli aspetti più critici emersi in questa prima applicazione.
Le possibili modifiche sul tavolo
Nel corso dell’incontro, la ministra ha delineato alcuni interventi ipotizzabili, tutti orientati ad alleviare la pressione sugli studenti e a garantire maggiore spazio alla didattica effettiva. Tra le opzioni vagliate, si parla esplicitamente di una possibile riduzione dei programmi d’esame per le tre materie cardine del semestre filtro, un aggiustamento che potrebbe rendere più sostenibile il carico di studio. Inoltre, si sta valutando l’estensione della durata delle lezioni stesse e, soprattutto, un ampliamento dei tempi che intercorrono tra la fine dei corsi e lo svolgimento degli appelli d’esame. Quest’ultimo punto, in particolare, è cruciale: concedere più giorni per la preparazione significherebbe attenuare quell’effetto "corsa contro il tempo" che molti hanno denunciato, trasformando la selezione in un percorso meno estenuante e più rispettoso dei ritmi di apprendimento.
Un dialogo aperto, ma senza stravolgimenti
L’impostazione della ministra Bernini, dunque, si muove su un binario preciso: da un lato, conferma la scelta di fondo del semestre aperto, considerato un meccanismo da affinare piuttosto che da abbandonare; dall’altro, riconosce la necessità di interventi mirati per contenerne le distorsioni. La proposta del tavolo permanente, che coinvolgerà gli studenti attraverso i loro rappresentanti nazionali, indica la volontà di gestire la transizione con un approccio partecipato, cercando di rimediare agli inconvenienti che hanno caratterizzato questa prima fase. Resta inteso, come ribadito, che non si tornerà ai test d’ingresso pre-immatricolazione, ma si cercherà di rendere più umano e formativo il percorso di selezione attualmente in vigore.




