Raid israeliani su Beirut, colpiti depositi di armi di Hezbollah

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra sabato e domenica, l'esercito israeliano ha condotto una serie di attacchi mirati nell'area della capitale libanese Beirut, prendendo di mira i depositi di armi e altre infrastrutture di Hezbollah. Secondo quanto confermato dalle forze armate israeliane, l'operazione è stata una risposta al lancio di una trentina di missili verso il territorio israeliano, alcuni dei quali sono stati intercettati dai sistemi di difesa di Tel Aviv.

Le esplosioni hanno scosso i sobborghi meridionali di Beirut, in particolare il quartiere di Dahiyeh, dove è forte la presenza di Hezbollah. Le immagini provenienti dalla capitale libanese mostrano boati, scoppi e colonne di fumo che si alzano dalle zone colpite. L'esercito israeliano aveva ordinato l'evacuazione dell'area prima di procedere con i bombardamenti.

Nel corso dell'attacco, è stato colpito anche un centro di comando e controllo di Hamas situato all'interno di una moschea, provocando la morte di 21 persone, secondo quanto riportato dall'agenzia di protezione civile di Gaza. Le forze di difesa israeliane (IDF) hanno affermato che la moschea veniva utilizzata da Hamas per scopi militari.

Tra le vittime dei raid israeliani figura anche Hashem Safieddine, cugino e successore designato di Hassan Nasrallah, leader storico di Hezbollah ucciso recentemente. Safieddine, che era considerato il nuovo capo del movimento sciita libanese, è stato dichiarato "irrintracciabile" dopo l'attacco aereo nel quartiere sciita di Dahieh.

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