Raid israeliani a Beirut, colpiti obiettivi di Hezbollah
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Redazione Esteri
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Nella notte tra l'8 e il 9 ottobre 2024, il cielo di Beirut è stato illuminato da nuove esplosioni, frutto di una serie di raid aerei condotti dall'esercito israeliano. Gli attacchi, mirati a colpire obiettivi militari di Hezbollah, hanno provocato la morte di 50 miliziani, tra cui sei comandanti di alto rango. Tra le vittime, spicca il nome di Suhail Hussein Husseini, un alto responsabile delle finanze e della logistica del gruppo.
Secondo quanto dichiarato dall'Idf, nelle ultime 24 ore, circa 180 razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele, la maggior parte dei quali è stata intercettata. Tuttavia, i bombardamenti israeliani non si sono limitati alla capitale libanese: nella valle della Bekaa, infatti, sono stati curati 431 feriti civili e 79 persone hanno perso la vita. Mohammed Abdallah, fondatore dell'ospedale privato Rayaq, ha raccontato che tra i feriti vi erano anche 65 esponenti di Hezbollah, metà dei quali non è sopravvissuta.
Le colonne di fumo che si alzano nei sobborghi meridionali di Beirut testimoniano la violenza degli attacchi, che hanno colpito l'area sede del quartier generale di Hezbollah. Monsignor Jules Boutros, vescovo alla guida della Chiesa patriarcale di Antiochia dei Siri, ha descritto la situazione come sempre più grave, con i bombardamenti che impediscono alla popolazione di dormire durante la notte. La tensione è palpabile e nessuno si sente più al sicuro.
L'Idf ha inoltre dichiarato di aver preso il controllo del primo villaggio nel sud del Libano, circondando la base Unifil




