Caro carburanti nel Reatino, la stima Cgia: 49 milioni in più nel 2026
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Redazione Economia
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Il conto del caro carburanti si abbatte anche sulle tasche di famiglie e imprese della provincia di Rieti. Secondo la stima elaborata dall'ufficio studi della Cgia di Mestre, nel 2026 la spesa per benzina e gasolio nel Reatino crescerà di 49 milioni di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20 per cento su base annua. Tradotto su base mensile, significa circa 4,1 milioni di euro di spesa aggiuntiva ogni mese, una stangata che si somma ai rincari già registrati dall'inizio dell'anno.
Le cause dei rincari
A pesare sono le tensioni sui mercati energetici internazionali, che hanno spinto al rialzo le quotazioni del greggio. Il quadro nazionale delineato dalla Cgia parla di un aggravio complessivo di circa 13,6 miliardi di euro per il 2026, pari a un incremento del 20,4 per cento rispetto all'anno precedente, con una maggiore spesa che su base mensile si aggira attorno a 1,1 miliardi.
Nel Reatino l'impatto è amplificato dal fatto che l'auto resta il mezzo principale per gli spostamenti quotidiani, in un territorio dove le alternative di trasporto pubblico non coprono in modo capillare le esigenze dei pendolari. La Cgia osserva che a soffrire maggiormente sono proprio i lavoratori che vivono nelle aree meno servite, per i quali ridurre i consumi o cambiare mezzo non è un'opzione praticabile.
Il tetto ai prezzi non basta
La decisione di Eni e di altre compagnie petrolifere di fissare per ottobre un tetto ai prezzi di benzina e diesel ha prodotto un calo delle medie nazionali. La benzina self service è scesa sotto i 2 euro al litro, mentre il gasolio si è attestato attorno ai 2,24 euro. Secondo la Cgia, tuttavia, l'iniziativa non è sufficiente a riportare la spesa sui livelli precedenti alla crisi, perché il nodo resta legato all'andamento delle quotazioni internazionali e alla situazione geopolitica.
Il tetto introdotto da Eni, fissato a 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, è scaduto il 6 ottobre, quando è terminato anche lo sconto fiscale di 6,1 centesimi sul gasolio. Eni ha chiarito che il price cap resta ma non assorbe il ripristino delle tasse: il gasolio è così salito da 2,19 a 2,25 euro al litro.
L'allarme della grande distribuzione
Il rincaro dei carburanti ha ripercussioni che vanno oltre il pieno. Ernesto Dalle Rive, presidente di Nova Coop e di Ancc-Coop, ha spiegato che l'aumento dei costi di trasporto, movimentazione delle merci ed energia necessaria per magazzini e punti vendita comprime i margini della grande distribuzione, che sta sacrificando la marginalità per contenere i prezzi. «Stiamo facendo un grande sforzo», ha dichiarato, precisando che Nova Coop ha ribassato i prezzi di oltre 1.500 prodotti a marchio Coop.
«Ma la grande distribuzione non può essere l'unico argine all'inflazione», ha avvertito, chiedendo al governo interventi strutturali che includano il riconoscimento della Gdo tra le imprese energivore, misure sul cuneo fiscale e incentivi agli investimenti in innovazione e logistica. Dalle Rive ha anche segnalato un cambiamento nelle abitudini di acquisto: oltre a spendere meno, i consumatori tendono a consumare meno, un fenomeno che ha definito «deconsumismo».
Il quadro nazionale
A livello aggregato, l'Adusbef stima che in sei mesi gli automobilisti italiani abbiano speso circa 30 miliardi di euro per i rifornimenti, contro i 25,3 miliardi dello stesso periodo del 2025, con un aggravio di oltre 4,7 miliardi. Il Codacons ha calcolato l'impatto complessivo dei rincari sui bilanci familiari: un pensionato che vive da solo spenderà 667 euro in più a fine anno, un single sotto i 35 anni 704 euro, una coppia senza figli 1.167 euro, mentre per una famiglia con due figli l'aggravio arriva a 1.415 euro.
Sono stime a parità di consumi e nell'ipotesi che i prezzi restino ai livelli attuali, che descrivono l'aumento del costo degli acquisti senza misurare eventuali rinunce o cambiamenti nelle abitudini.
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