Villa Pamphili, il doppio mistero: madre e figlia morte senza tracce di droga né violenza
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Redazione Interno
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Non c’è traccia di sostanze stupefacenti nel corpo della donna trovata senza vita sabato scorso a Villa Pamphili, uno dei parchi più vasti di Roma. Gli esami tossicologici, completati ieri, hanno escluso l’uso di eroina o altre droghe comuni, almeno nelle ore precedenti alla morte. Un dato che complica ulteriormente le indagini, visto che sul cadavere – ancora senza nome – non sono emersi segni di violenza.
A poca distanza, in un cestino dei rifiuti, è stato rinvenuto un vestitino rosa, lindo, che apparteneva alla bambina di circa otto mesi trovata esanime poco lontano. Il dna ha confermato che si tratta di madre e figlia. L’abito, gettato con cura tra i rifiuti, potrebbe custodire tracce decisive per identificare chi le ha uccise. Gli investigatori non escludono che il killer abbia voluto disfarsene in fretta, forse dopo averlo sporcato durante il delitto.
Intorno ai corpi, altri indizi: una tenda accartocciata, avanzi di cibo ancora fresco e un braciere improvvisato con sassi. Elementi che fanno pensare a un accampamento di fortuna, dove qualcuno – forse le due vittime – aveva trovato riparo. La donna, la cui identità resta ignota, sembrava vivere ai margini, lontana dai circuiti di assistenza.




