Starmer pronto alle dimissioni, il Partito laburista si prepara al dopo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Secondo quanto riportato dall'Observer, il primo ministro britannico Keir Starmer sarebbe ormai giunto alla conclusione che la sua posizione a Downing Street non è più sostenibile, e tutto lascia pensare che potrebbe annunciare le proprie dimissioni già nella giornata di lunedì 22 giugno.

Una decisione, quella del premier, che arriverebbe al termine di una serie di colloqui serrati tenuti negli ultimi giorni con ministri del governo, consiglieri, leader sindacali e finanziatori del partito, i quali avrebbero contribuito a fargli prendere atto della crescente erosione del consenso interno al Partito laburista.

Secondo le fonti del settimanale, Starmer avrebbe accettato l'idea che il suo tempo alla guida del governo sia terminato, e starebbe ora valutando i dettagli per un'uscita ordinata da Downing Street, una transizione che molti, all'interno del partito, ritengono necessaria per evitare una fase di caos e incertezza.

Non si tratta di un colpo di scena improvviso, quanto piuttosto dell'epilogo di una crisi politica che covava da mesi, alimentata da risultati elettorali disastrosi e da un malcontento trasversale che ha finito per minare in modo irreparabile la sua leadership, nonostante la schiacciante vittoria alle elezioni generali del 2024 ormai sembri un ricordo lontano.

La crescente pressione interna e il ruolo di Andy Burnham

La pressione su Starmer si è intensificata in modo esponenziale dopo la vittoria di Andy Burnham nelle elezioni suppletive di Makerfield, svoltesi lo scorso 19 giugno.

Burnham, sindaco di Greater Manchester e figura politica di spicco soprannominata "Re del Nord", ha conquistato il seggio parlamentare con una percentuale schiacciante, superando il candidato di Reform UK di oltre novemila voti e dimostrando una capacità di attrazione che molti, nel partito, ritengono un'arma vincente contro l'avanzata della destra populista.

Il suo ritorno a Westminster, dove non sedeva più dal 2017, gli ha permesso di superare l'ultimo ostacolo procedurale per poter lanciare una sfida formale alla leadership del partito, una possibilità che, secondo le regole interne, richiede che il candidato sia un parlamentare in carica.

L'ondata di sostegno che ha accompagnato la sua vittoria ha fatto sì che la maggioranza dei deputati laburisti si schierasse dalla sua parte, rendendo la posizione di Starmer sempre più isolata e precaria, al punto che persino alcuni suoi fedelissimi avrebbero iniziato a considerare inevitabile un cambio al vertice.

Un deputato laburista ha dichiarato al Telegraph che il premier potrebbe annunciare la data del suo addio già da domani, mentre una fonte governativa di alto livello ha ammesso che Starmer si starebbe rendendo conto che "il gioco è finito".

Le ultime ore a Chequers e il confronto con la realtà

Il fine settimana che dovrebbe precedere l'annuncio delle dimissioni, Starmer lo sta trascorrendo a Chequers, la residenza di campagna dei primi ministri britannici, in compagnia della moglie Victoria, con la quale starebbe discutendo il da farsi e le modalità di un passo indietro che ormai appare segnato.

Secondo quanto ricostruito dall'Observer, il premier avrebbe avuto conversazioni molto personali e profonde con i suoi più stretti collaboratori, che lo avrebbero portato a prendere atto della realtà: il sostegno all'interno del governo si sta sfaldando e molti ministri, che fino a poco tempo fa gli erano fedeli, ora ritengono che sia giunto il momento di passare il testimone per evitare un'umiliazione ancora più cocente in una competizione che, con ogni probabilità, perderebbe.

Una fonte vicina al premier ha raccontato che Starmer vede le cose in modo lucido e che, se restare significherebbe alimentare il caos, l'unica opzione che gli rimane per servire il paese e il partito è quella di organizzare una transizione ordinata, quasi un "lento passo d'addio" fatto con senso del dovere e dignità.

Non mancano, tuttavia, voci discordanti: mentre l'Observer e gran parte della stampa danno per scontate le dimissioni, alcune agenzie di stampa come Reuters citano fonti governative secondo cui Starmer sarebbe ancora concentrato sugli affari correnti e intenzionato a resistere, almeno per il momento, all'ondata di pressioni che lo travolge.

Lo scenario di una transizione ordinata e le regole del partito

L'ipotesi che sta prendendo piede tra gli alti esponenti laburisti è quella di un'uscita di scena concordata, che eviti una competizione interna dai contorni incerti e potenzialmente lacerante per un partito già provato da mesi di turbolenze. Lo scenario più probabile è che Starmer annunci ufficialmente le sue dimissioni lunedì, definendo al contempo un calendario per la successione e le modalità del passaggio di consegne, in modo da garantire quella stabilità che il paese e il partito reclamano a gran voce.

Il regolamento del Partito laburista prevede che, per innescare una sfida alla leadership, sia necessario il sostegno di almeno il 20% dei parlamentari, una soglia che i numeri attuali rendono ampiamente raggiungibile da Burnham, il quale potrebbe contare su un numero di adesioni ben superiore a quello necessario.

In caso di dimissioni, invece, il partito potrebbe optare per una corsa alla leadership più ampia, ma l'impressione diffusa è che Burnham abbia ormai un vantaggio incolmabile su qualsiasi altro possibile candidato, tanto che alcuni parlano già di una vera e propria "incoronazione".

La prospettiva di un settimo primo ministro in dieci anni, un record negativo che parla di una profonda instabilità politica, si fa sempre più concreta, mentre il partito si prepara a voltare pagina dopo un'esperienza di governo che, nonostante le premesse iniziali, si è rivelata incredibilmente breve e tribolata.

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