La mamma del cardinale Pizzaballa: "Da bambino giocava a fare l’altare con i libri"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Mentre la fumata nera di ieri ha prolungato l’attesa per l’elezione del nuovo pontefice, a Castel Liteggio, minuscola frazione di Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, c’è chi aspetta con un tremito in più. Maria Tadini, madre del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme e tra i papabili al soglio pontificio, racconta aneddoti di un figlio che, fin da piccolo, aveva la Chiesa nel cuore. «Non giocava con le figurine, ma con i santini», dice, sorridendo al ricordo di quel bambino che, a sei anni, aveva già trasformato i libri di casa in un altare.
Quella che potrebbe sembrare una semplice storia di devozione infantile assume oggi un significato diverso, mentre il Conclave si avvia verso un nuovo scrutinio, previsto nel pomeriggio dell’8 maggio 2025. Pizzaballa, bergamasco di nascita ma da anni impegnato in Medio Oriente, è uno dei nomi più ricorrenti nelle speculazioni pre-elettorali. E se sua madre evita di pronunciarsi sulla possibilità che diventi Papa – «Troppo giovane? Non posso dirlo» –, a Castel Liteggio, dove gli abitanti non arrivano al centinaio, c’è chi sussurra che «le vie del Signore sono infinite».
Nella sua casa, semplice e lontana dai riflettori, Maria Tadini ricorda un figlio cresciuto tra le pagine dei testi sacri e la passione per il servizio religioso. «Mio marito scoprì che aveva disposto i volumi in fila, creando un piccolo luogo di culto», racconta, sottolineando come quel gesto infantile fosse già un presagio. Oggi, mentre la Chiesa cattolica è alla ricerca di una nuova guida, quel bambino è seduto tra i cardinali elettori, mentre il suo paese trattiene il fiato.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
