Debito pubblico Francia, la crisi dei conti scuote Parigi e l’Europa

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La crisi del debito pubblico Francia emerge con forza mentre Parigi affronta una nuova fase di pressione sui conti e sui tassi di interesse, con un debito che supera i 40 mila miliardi considerando Francia e Stati Uniti. Il problema francese è stato evidenziato anche dalla stampa nazionale, con Le Figaro che ha aperto con un richiamo alla crescita del costo degli interessi e alla difficoltà di gestione della situazione finanziaria. Nello stesso momento, l’attenzione internazionale si è concentrata anche sui tentativi americani di contenere le vendite di titoli di Stato e il rialzo dei rendimenti dei bond statunitensi.

La pressione dei tassi e il peso del debito sui conti di Parigi

In Francia il tema del debito pubblico è tornato al centro del dibattito economico e politico perché l’aumento degli interessi rende più difficile mantenere l’equilibrio dei conti. Le Figaro ha descritto la situazione con il titolo “La casa brucia”, collegando la crescita della spesa per interessi alla necessità di intervenire sui conti pubblici. La difficoltà riguarda anche la politica di bilancio, che si trova bloccata in una fase caratterizzata da forti divisioni e dalla necessità di approvare nuove misure per riportare la finanza pubblica verso una maggiore sostenibilità.

La questione del debito pubblico Francia si intreccia quindi con il percorso politico del Paese e con le scelte che dovranno essere affrontate prima delle elezioni presidenziali. L’impasse sulla politica di bilancio viene descritta come un ostacolo che rischia di pesare sull’economia francese, mentre cresce l’attenzione sul futuro delle decisioni finanziarie di Parigi. Il problema non riguarda soltanto il livello del debito, ma anche la capacità del governo di approvare strumenti necessari per intervenire sulla spesa e sulle entrate.

Il rischio sui conti francesi senza una legge di bilancio per il 2027

L’allarme sui conti pubblici francesi arriva anche dall’interno del ministero delle Finanze di Parigi, dove viene indicata come priorità l’approvazione della manovra finanziaria per il 2027. Senza una legge di bilancio approvata, il ritorno dei conti pubblici su un percorso sostenibile diventerebbe più difficile. La prospettiva di un nuovo ricorso alla legge speciale, già utilizzata per garantire la continuità dell’attività dello Stato in assenza di un bilancio definitivo, viene collegata al rischio di un ulteriore aumento del deficit.

Secondo l’Ispettorato generale delle finanze, le divisioni politiche potrebbero impedire l’approvazione della legge di bilancio per il 2027 prima delle elezioni presidenziali, con un possibile incremento del deficit di almeno mezzo punto percentuale rispetto al PIL. Il ricorso prolungato alla Loi Spéciale limiterebbe infatti la possibilità del governo di intervenire sulla spesa sociale e di introdurre nuove misure fiscali. La gestione dei conti francesi resta così legata alla capacità di superare l’attuale blocco politico e di definire il quadro finanziario per i prossimi anni.

La crisi dei titoli di Stato coinvolge anche gli Stati Uniti

La tensione sui mercati non riguarda soltanto la Francia, ma anche gli Stati Uniti, dove il segretario del Tesoro Scott Bessent ha cercato di fermare le vendite di bond statunitensi e il conseguente aumento dei tassi di interesse. L’operazione annunciata prevedeva l’acquisto di una quantità di titoli di Stato considerata ridotta rispetto alle dimensioni complessive del debito americano. La vicenda ha attirato l’attenzione della stampa internazionale per il rapporto tra la dimensione del debito e gli strumenti utilizzati per contenere la pressione sui mercati.

Il confronto tra le difficoltà di Francia e Stati Uniti mette al centro il tema del costo del debito e dell’effetto dei tassi di interesse sulla gestione delle finanze pubbliche. Per Parigi, il nodo principale riguarda la possibilità di approvare il bilancio 2027 e contenere il deficit, mentre negli Stati Uniti l’attenzione si è concentrata sulla reazione dei mercati ai titoli di Stato. Le due situazioni hanno riportato il peso dei debiti pubblici tra gli elementi centrali del dibattito economico internazionale.

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