Panda a Pandino, tre giorni di festa per celebrare l’auto simbolo degli italiani

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Più di millecinquanta Fiat Panda, arrivate da ogni angolo d’Europa, si sono radunate a Pandino, nel Cremonese, per l’edizione 2025 di Panda a Pandino, il raduno dedicato alla celebre utilitaria che da oltre quarant’anni fa parte della vita degli italiani. Un evento nato quasi per caso sui social, dove gli appassionati cominciarono a condividere foto delle loro vetture accanto al cartello del paese – gioco di parole inevitabile – e che oggi è diventato un appuntamento fisso, capace di richiamare migliaia di partecipanti.

L’ombra del Castello Visconteo, da venerdì 20 a domenica 22 giugno, ha fatto da cornice a un weekend all’insegna della musica, del cibo e soprattutto delle quattro ruote, con esemplari di ogni generazione: dalle prime serie degli anni Ottanta, ormai pezzi da collezione, alle versioni più recenti, passando per quelle modificate in modo fantasioso. Un fenomeno che, anno dopo anno, ha superato i confini nazionali, attirando anche stranieri, pronti a percorrere centinaia di chilometri pur di non mancare all’appuntamento.

Quella di Pandino non è una semplice kermesse automobilistica, ma una vera e propria festa popolare, dove la Panda – amata per la sua essenzialità e longevità – diventa pretesto per ritrovarsi. L’edizione di quest’anno punta a battere il record del 2023, quando furono raggiunte 1.051 vetture, ma l’obiettivo sembra già superato, considerando le adesioni arrivate da Germania, Francia e persino dai Paesi dell’Est.

L’organizzazione, sostenuta dal Comune, ha previsto tour attraverso le campagne cremonesi, concerti e spazi dedicati ai più piccoli, trasformando l’evento in una manifestazione per famiglie. Senza dimenticare gli appassionati di meccanica, che qui trovano l’occasione per scambiarsi pezzi di ricambio, consigli e aneddoti su quella che, a tutti gli effetti, è un’icona del design industriale italiano.

Quel che colpisce, osservando le file di Panda allineate, è la varietà: c’è chi l’ha restaurata mantenendo l’aspetto originale e chi l’ha personalizzata con colori vivaci o accessori improbabili. Ma tutte, in fondo, raccontano una storia. Come quella di un partecipante arrivato dalla Sicilia con un modello ’82, ancora funzionante nonostante i 300mila chilometri percorsi. «È la mia prima auto – ha spiegato – e non potrei separarmene». Un sentimento condiviso da molti, che qui trovano una sorta di grande famiglia.

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