Poste, via libera all'aumento di capitale per l'opas su Tim: assegnata delega al cda per 371,9 milioni di azioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Con un voto che ha raccolto il consenso del 99,81% dei presenti, l'assemblea straordinaria degli azionisti di Poste Italiane ha deliberato di attribuire al consiglio di amministrazione la facoltà di procedere all'aumento del capitale sociale a pagamento, in una o più tranche e in via scindibile, con esclusione del diritto di opzione, entro il termine ultimo del 31 dicembre 2026. La manovra finanziaria, che prevede un importo complessivo nominale massimo di 371.986. 879 euro, oltre al relativo sovrapprezzo, sarà funzionale all'emissione di altrettante azioni ordinarie, al servizio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria lanciata su Tim lo scorso marzo, operazione del valore di 10,8 miliardi di euro.
La delega al consiglio per l'operazione da 10,8 miliardi
L'ok dell'assemblea, convocata in seduta straordinaria, rappresenta il tassello fondamentale per consentire al gruppo guidato da Matteo Del Fante e presieduto da Silvia Maria Rovere di mettere in atto la strategia di scambio azionario con gli azionisti di Telecom Italia.
La società dei recapiti, il cui capitale è saldamente controllato da Cassa Depositi e Prestiti con il 35% e dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con il 29,26%, potrà così procedere all'emissione di nuove azioni necessarie per la parte "carta" dell'offerta, che prevede il riconoscimento di 0,0218 azioni Poste di nuova emissione e 0,167 euro in contanti per ogni titolo Tim conferito.
L'obiettivo dichiarato di questa complessa operazione, che punta a creare un colosso con un fatturato aggregato di circa 27 miliardi di euro e una capitalizzazione di mercato pro forma stimata intorno ai 35 miliardi, è quello di rilevare il controllo della società di telecomunicazioni, segnando di fatto il ritorno di Tim sotto la sfera di influenza pubblica a distanza di quasi trent'anni dalla sua privatizzazione.
Il nuovo polo finanziario e la scissione di PostePay
In parallelo all'iter dell'opas, il consiglio di amministrazione ha ufficialmente convocato un'ulteriore assemblea straordinaria per il prossimo 23 luglio, con un unico ordine del giorno incentrato sulla riorganizzazione societaria e la creazione del nuovo "Polo Finanziario". Questa seconda convocazione, che arriva dopo il rilascio dei provvedimenti autorizzativi da parte di Banca d'Italia, sarà chiamata ad approvare alcune modifiche al regolamento del Patrimonio BancoPosta, nonché il progetto di scissione parziale di PostePay. L'operazione prevede l'assegnazione di un compendio di beni e rapporti giuridici, comprendente in particolare il Patrimonio Destinato IMEL di PostePay e alcune partecipazioni societarie, alla capogruppo Poste Italiane per una contestuale destinazione al Patrimonio BancoPosta.
La riorganizzazione, già annunciata al mercato lo scorso marzo e resa nota in occasione dell'aggiornamento della strategia 2026, mira a integrare il business dei pagamenti con i più ampi servizi finanziari, ottimizzando l'impiego di capitale e rafforzando le sinergie operative tra le diverse divisioni del gruppo.
Le tempistiche dell'offerta e il finanziamento
Con l'ottenimento del via libera dall'assemblea per l'aumento di capitale, l'offerta pubblica di acquisto su Tim entra ora nella fase cruciale dell'iter autorizzativo, che procederà con le valutazioni di Banca d'Italia e Consob. Resta intanto da definire l'aspetto del finanziamento per la parte cash dell'operazione, che ammonterà a circa 2,85 miliardi di euro, per la quale Poste Italiane si è affidata a un pool di advisor finanziari tra cui Jp Morgan, Bnp e Mediobanca. se i tempi previsti saranno rispettati, il perfezionamento dell'offerta è atteso per la fine di settembre, con l'obiettivo di dar vita a una nuova realtà industriale che potrà contare su una rete di quasi 17.000 punti vendita distribuiti sul territorio nazionale.




