Poste-TIM, l’OPAS parte: prime adesioni allo 0,0488%
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Redazione Economia
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L’OPAS Poste-TIM ha registrato le prime adesioni nel giorno di avvio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio, con 832.748 richieste presentate pari allo 0,0488% degli strumenti oggetto dell’operazione. Il dato rappresenta il primo elemento concreto dopo l’apertura della fase operativa dell’offerta da 13,2 miliardi di Poste Italiane su TIM, una delle operazioni societarie più rilevanti dell’estate finanziaria italiana. Il numero iniziale resta contenuto e richiede una lettura prudente, ma segna l’ingresso dell’operazione nel mercato dopo l’annuncio e le valutazioni dei vertici aziendali.
L’offerta Poste su TIM entra nella fase operativa
L’OPAS di Poste Italiane su TIM è partita ieri mattina a Piazza Affari, dando avvio al percorso attraverso cui gli azionisti possono aderire all’offerta. Nel giorno di apertura, l’attenzione del mercato si è concentrata sulle prime richieste ricevute e sulla risposta iniziale all’operazione. Le 832.748 adesioni comunicate rappresentano una quota ancora limitata rispetto agli strumenti coinvolti, ma forniscono il primo riferimento ufficiale sull’avvio della procedura.
L’operazione è stata accompagnata anche dalle comunicazioni dei vertici delle due società ai dipendenti, con l’obiettivo di illustrare le ragioni dell’accordo e il ruolo strategico attribuito all’integrazione. Poste Italiane e TIM hanno così aperto una nuova fase del progetto, mentre il mercato osserva l’evoluzione delle adesioni e gli effetti collegati all’offerta pubblica di acquisto e scambio.
Del Fante: focus su investimenti, cloud e intelligenza artificiale
L’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha ribadito la strategicità dell’offerta su TIM, spiegando che l’unione tra le due aziende può rafforzare la capacità di investimento in settori considerati centrali come data center, intelligenza artificiale e trasformazione digitale. Secondo quanto dichiarato, TIM viene indicata come un’azienda leader per cloud e AI, mentre Poste dispone di un bilancio e di una capacità di investimento più importanti.
Nel confronto tra le due realtà, il progetto viene presentato come un’integrazione basata sulle rispettive caratteristiche industriali. Del Fante ha inoltre rassicurato sul futuro del marchio TIM, spiegando che l’obiettivo è preservare il nome dell’azienda, la base clienti e l’avviamento costruito nel tempo. La tutela del brand rientra quindi tra gli elementi comunicati dai vertici durante l’avvio dell’operazione.
Le valutazioni sul titolo Poste dopo l’operazione con TIM
L’operazione Poste-TIM è stata analizzata anche da Bank of America, che ha incrementato il target price su Poste Italiane portandolo a 32 euro per azione dai precedenti 28,8 euro e confermando la raccomandazione “Buy” sul titolo. La valutazione considera due scenari con uguale ponderazione, basati su una valutazione Sum of the Parts: uno relativo a Poste senza l’accordo con TIM e uno che considera l’acquisizione del 100% di TIM.
Nello scenario con l’acquisizione di TIM, la valutazione indicata da Bank of America tiene conto delle sinergie in fase di implementazione, dei maggiori utili di TIM e dei multipli più elevati nel settore delle telecomunicazioni. L’analisi collega quindi l’operazione anche alle prospettive di consolidamento nel comparto delle telecomunicazioni e ai possibili benefici legati allo sviluppo dei data center.




