Processo da rifare per Marius Borg Høiby: la Corte d'Appello di Oslo accoglie il ricorso
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Redazione Esteri
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Tutto da rifare per Marius Borg Høiby. La Corte d'Appello di Borgarting ha accolto integralmente il ricorso presentato dal figlio trentenne della regina consorte Mette-Marit contro la condanna a quattro anni di carcere pronunciata lo scorso giugno dal Tribunale distrettuale di Oslo. Non si tratterà di una semplice verifica di eventuali errori procedurali: i giudici torneranno a esaminare nel merito le accuse, la questione della colpevolezza e l'entità della pena.
La decisione è arrivata a ventiquattro ore di distanza dai funerali di Stato di re Harald V, circostanza che ha alimentato più di una perplessità per la tempistica scelta.
I capi d'accusa contestati e le assoluzioni in primo grado
I trentotto capi di imputazione originari comprendevano due episodi di stupro, maltrattamenti, violenze e reati minori legati alla droga, tutti sempre contestati dall'imputato. Il Tribunale distrettuale aveva assolto Høiby da due delle quattro accuse di stupro inizialmente formulate, basandosi in particolare sulle immagini video acquisite dalla polizia. Le condanne erano invece arrivate per i restanti capi, con una pena complessiva di quattro anni. L'accusa, che aveva chiesto sette anni e sette mesi, aveva già impugnato altre decisioni nel corso del procedimento.
Gli avvocati difensori hanno contestato la condanna per i due stupri e per la violenza sull'ex fidanzata Nora Haukland. La Corte d'Appello ha dato il via libera a un nuovo processo su questi specifici capi d'accusa. Il procuratore Sturla Henriksbø ha chiarito che il caso verrà riesaminato sulla base delle stesse prove presentate al tribunale di primo grado. Høiby si dichiara innocente e contesta anche i risarcimenti stabiliti per le vittime, circa cinquantacinquemila euro in totale.
La posizione nella famiglia reale e il regime degli arresti domiciliari
Marius Borg Høiby è nato da una relazione di Mette-Marit precedente al matrimonio con Haakon, celebrato nel 2001. Pur essendo cresciuto a corte sin dall'età di quattro anni, non possiede titoli nobiliari e non figura sulla linea di successione al trono. Dopo la morte di Harald V, il suo status è mutato: da nipote acquisito del sovrano defunto è diventato figliastro del nuovo re, un elemento di fragilità per il regno di Haakon VIII. In attesa del processo d'appello, Høiby sta scontando la pena agli arresti domiciliari nel palazzo reale di Skaugum, con un braccialetto elettronico alla caviglia.
Questa misura gli ha consentito di partecipare ai funerali di re Harald, dove ha potuto raggiungere il feretro in chiesa senza però sfilare in processione con gli altri membri della famiglia reale.
La reazione delle vittime e i tempi del nuovo procedimento
Heidi Reisvang e John Christian Elden, avvocati di Nora Haukland e delle altre vittime, hanno manifestato la delusione delle loro assistite. Per loro, il nuovo procedimento rappresenta un enorme onere aggiuntivo, ma hanno assicurato che adempiranno al loro dovere. L'avvocato di Marius, Petar Sekulic, ha commentato la decisione sostenendo che la Corte d'Appello non ha evidentemente condiviso la valutazione delle prove da parte dell'accusa. Il nuovo processo dovrebbe durare circa quattro settimane, ma le date dell'udienza non sono ancora state fissate.
La Corte d'Appello ha fatto sapere che inizierà immediatamente a preparare il caso.
Il contesto delle esequie reali
I funerali di Stato di re Harald V si sono tenuti il 9 settembre a Oslo, con la partecipazione di teste coronate europee e capi di Stato. Il sovrano, morto il 28 agosto all'età di ottantanove anni presso l'ospedale universitario Rikshospitalet, aveva regnato per trentacinque anni ed era il monarca più anziano d'Europa. La bara, coperta dallo stendardo reale norvegese, è stata seguita a piedi dal nuovo sovrano Haakon VIII e dagli altri membri della famiglia reale lungo il percorso verso la Cattedrale di Oslo.
Oltre quarantaseimila persone avevano reso omaggio al re durante la settimana di camera ardente nella cappella del Palazzo reale, con attese che in alcuni momenti hanno raggiunto le sette ore. Al termine della cerimonia, il feretro è stato trasferito nella cripta del mausoleo reale presso il castello di Akershus, dove Harald riposa accanto ai suoi predecessori in un sarcofago il cui aspetto resta un segreto ben custodito.
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