Marius Borg Høiby, la Corte d'Appello di Oslo accoglie il ricorso: nuovo processo per il figlio di Mette-Marit

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Marius Borg Høiby avrà un nuovo processo. La Corte d'Appello di Borgarting, a Oslo, ha accolto integralmente il ricorso presentato dai legali del figlio di primo letto della regina consorte Mette-Marit di Norvegia contro la condanna a quattro anni di carcere pronunciata lo scorso giugno dal Tribunale distrettuale della capitale norvegese.

La decisione, comunicata il 10 settembre, è arrivata a ventiquattro ore di distanza dai funerali di Stato di re Harald V, cerimonia alla quale il trentanovenne aveva partecipato grazie a un permesso speciale concesso dalla procura, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nella residenza reale di Skaugum.

Le accuse e la condanna di primo grado

Il procedimento di primo grado, celebratosi tra il 3 febbraio e il 19 marzo dinanzi al Tribunale distrettuale di Oslo, si era concluso con un verdetto di condanna per 34 dei 39 capi d'imputazione contestati. Tra questi figurano due episodi di stupro, maltrattamenti nei confronti dell'ex compagna Nora Haukland, aggressioni, minacce, possesso di marijuana e violazioni di ordini restrittivi.

I giudici avevano invece assolto l'imputato da due delle quattro accuse di stupro, quelle relative a fatti avvenuti alle isole Lofoten e in un hotel di Oslo, ritenendo sussistenti ragionevoli dubbi sulla condizione di sonno delle presunte vittime. La pena inflitta, quattro anni di reclusione, risultava sensibilmente inferiore ai sette anni e sette mesi richiesti dalla pubblica accusa, mentre la difesa aveva sostenuto la piena innocenza dell'imputato rispetto alle accuse di violenza sessuale, ammettendo soltanto i reati minori.

I capi d'accusa oggetto del riesame

Il nuovo procedimento non riguarderà indistintamente l'intera vicenda processuale. La Corte d'Appello esaminerà esclusivamente i fatti per i quali la difesa aveva presentato impugnazione, ovvero un episodio di stupro senza penetrazione avvenuto dopo un after-party nel marzo del 2024 e il capo relativo ai maltrattamenti ai danni dell'ex compagna.

Come precisato dal procuratore Sturla Henriksbø, il dibattimento si baserà «su circa le stesse prove» già acquisite nel primo grado di giudizio, incluse le registrazioni video che avevano avuto un ruolo centrale nella valutazione dei giudici. La durata prevista è di circa quattro settimane, ma la data di inizio non è stata ancora fissata: la Corte ha annunciato che avvierà immediatamente i preparativi.

La posizione delle vittime e la questione risarcitoria

La decisione della Corte d'Appello comporta anche una nuova determinazione della pena e dei risarcimenti. Nel primo grado, Høiby era stato condannato al pagamento di un indennizzo complessivo di 640.000 corone norvegesi, pari a circa 55.000 euro, in favore di quattro vittime. Gli avvocati Heidi Reisvang e John Christian Elden, che assistono Nora Haukland e le altre parti offese, hanno manifestato la delusione delle loro assistite, definendo il nuovo procedimento «un enorme onere aggiuntivo» per le donne coinvolte, che dovranno nuovamente deporre in aula.

L'imputato, dal canto suo, ha sempre respinto le accuse di violenza sessuale e contestato l'entità dei risarcimenti stabiliti.

La misura cautelare e il contesto familiare

In attesa del nuovo processo, Marius Borg Høiby continua a scontare la custodia cautelare agli arresti domiciliari presso la tenuta di Skaugum, con un braccialetto elettronico alla caviglia. La misura gli era stata concessa nel luglio scorso, dopo mesi di detenzione nel carcere di massima sicurezza di Ila, nonostante l'opposizione della procura che aveva presentato ricorso contro l'alleggerimento.

La sua posizione processuale si intreccia con un momento delicato per la monarchia norvegese: la madre Mette-Marit ha affrontato nei mesi scorsi un trapianto di polmoni per curare la fibrosi polmonare che la affligge, circostanza che l'avvocato difensore Petar Sekulic aveva menzionato per sostenere la richiesta di misure meno afflittive.

Il trentanovenne, nato da una relazione precedente al matrimonio della madre con il principe ereditario Haakon, non figura sulla linea di successione al trono e non è mai stato membro effettivo della casa reale, pur essendo cresciuto a corte dall'età di quattro anni.

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