Putin nomina un nuovo ministro dei trasporti dopo la morte del predecessore, trovato con un colpo di pistola

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Roman Starovoit, ministro dei Trasporti russo fino a poche ore prima della sua morte, è stato trovato senza vita nella sua auto, in un parco alla periferia di Mosca. Il Comitato investigativo russo ha dichiarato che «l’ipotesi principale» è quella del suicidio, ma i contorni della vicenda restano sfumati, alimentando interrogativi che difficilmente troveranno risposta. Starovoit, che aveva guidato il dicastero dal 2021, era stato rimosso dall’incarico da Vladimir Putin con un decreto presidenziale, senza che fossero fornite spiegazioni ufficiali.

La portavoce del Comitato, Svetlana Petrenko, ha riferito che il corpo presentava una ferita da arma da fuoco, senza aggiungere ulteriori dettagli. Fonti vicine al governo, citate dall’agenzia Komersant, hanno collocato il ritrovamento nel parco Malevič, nel distretto di Odincovo, verso le 15.00 di ieri. La rapidità con cui le autorità hanno definito il caso come un suicidio ha sollevato perplessità, soprattutto alla luce della tempistica: poche ore dopo l’esonero.

La morte di Starovoit riporta alla memoria un’altra epoca, quella in cui le purghe staliniane eliminavano fisicamente gli indesiderati. Sebbene la Russia contemporanea non sia più quella del terrore di Stato, episodi come questo lasciano trapelare un’inquietante continuità nella gestione del potere. «La morte è la soluzione di tutti i problemi: nessun uomo, nessun problema», si dice abbia affermato un tempo Stalin. Una massima che, pur nella sua brutalità, sembra riecheggiare in certi meccanismi del Cremlino.

Intanto, mentre la macchina investigativa russa archivia rapidamente il caso, Putin ha già nominato il successore: una mossa che suggerisce come il cambio al vertice fosse previsto, indipendentemente dalle circostanze della scomparsa di Starovoit. Il nuovo ministro dovrà affrontare un settore chiave per l’economia russa, piegata dalle sanzioni occidentali e dalla guerra in Ucraina, ma la sua nomina arriva in un clima di opacità che non aiuta a dissipare i dubbi.

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