Smantellata la banda del buco: sei cileni arrestati per una serie di furti da oltre 200mila euro

Smantellata la banda del buco: sei cileni arrestati per una serie di furti da oltre 200mila euro
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non bastava svaligiare negozi e appartamenti, talvolta sfondando i muri con un martello pneumatico. La refurtiva, che includeva telefonini e apparecchi hi-tech per un valore complessivo stimato in oltre 200mila euro, veniva meticolosamente fotografata e caricata in un vero e proprio catalogo digitale per essere poi rivenduta sui social a metà prezzo.

È con questo modus operandi che agiva la cosiddetta "banda del buco", un sodalizio criminale composto da sei cittadini cileni, che i carabinieri della compagnia Casilina hanno recentemente smantellato, eseguendo sei misure cautelari.

I nomi e i ruoli dei componenti

L'organizzazione, che aveva la sua base operativa nell'ex hotel Cinecittà di via Eudo Giulioli, un edificio più volte sgomberato dalle forze dell'ordine e noto per ospitare pregiudicati, era composta da sei persone. Tra loro figurano Cristian Raya Olivares, 23 anni, Andres Nunez Castro, 27 anni, Emanuel Gomes, 26 anni, Ignacio Parra Salgado, 27 anni, e Natalie Miranda Guerra, 37 anni.

Per comunicare e spartirsi il denaro, i membri della banda utilizzavano soprannomi come "El gordo" (il grasso), "El loco" (il matto), e "El venezuelano", e nickname digitali quali "Tmy", "Koka", "Chica" e "Di".

Le indagini e le modalità dei colpi

Le indagini, scattate circa due anni fa, hanno preso il via dal sequestro di un cellulare appartenuto a un complice, bloccato dopo un inseguimento su viale Palmiro Togliatti. Questo dispositivo ha permesso ai militari di ricostruire una serie di colpi che si sono susseguiti non solo a Roma ma anche in altre città italiane. La banda si muoveva su auto a noleggio e colpiva sia abitazioni private che negozi, arrivando nei casi più complessi a utilizzare un martello pneumatico per aprirsi un varco attraverso le pareti, da qui il soprannome "banda del buco".

Le loro azioni venivano immortalate in foto e video, che i malviventi pubblicavano online per vantarsi dei colpi, mostrando mazzette di contanti, gioielli e persino le fasi operative dei blitz.

I provvedimenti giudiziari

Al termine delle indagini, che hanno portato a ricostruire tredici episodi criminosi, l'accusa per i sei cittadini sudamericani è di associazione a delinquere. Il gip ha disposto per quattro degli indagati la custodia cautelare in carcere, mentre per gli altri due ha emesso un'ordinanza che prevede l'obbligo di firma periodica in caserma.

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