Il Gala del Capodanno lunare diventa una vetrina tecnologica: robot umanoidi in prima serata si esibiscono in coreografie di kung fu e parkour
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Redazione Esteri
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C’è chi sceglie il classico evento stampa per svelare un nuovo prodotto, magari puntando su un video dimostrativo patinato; c’è chi, invece, trasforma la notte più seguita dell’anno, quella del Capodanno lunare, in una platea globale per esibire la propria potenza industriale, e la Cina lo ha fatto in grande stile. Il Gala della Festa di Primavera, trasmesso dall’emittente di Stato CCTV e certificato dal Guinness dei primati come l’evento televisivo annuale più visto al mondo, ha infatti riservato la scena principale non solo a cantanti e presentatori, ma a decine di robot umanoidi -9. Queste macchine, sviluppate da aziende nazionali come Unitree Robotics, Noetix, Galbot e MagicLab, hanno danzato, combattuto e interagito sul palco insieme a bambini in carne e ossa e a maestri di arti marziali, regalando un’immagine tanto suggestiva quanto densa di significati geopolitici -1-4.
Acrobazie da record e movimenti sincronizzati: il salto tecnologico dei nuovi androidi
Le performance andate in scena non sono state semplici passeggiate meccaniche, quelle a cui la stessa kermesse ci aveva abituato l’anno precedente con una timida danza folkloristica. Stavolta i robot hanno eseguito sequenze di kung fu complesse, impugnando bastoni e spade con una coordinazione che ha stupito gli stessi esperti del settore, per non parlare del pubblico -3. Le coreografie, come documentato da un video diffuso dalla stessa CCTV, hanno incluso vere e proprie prime mondiali per un automa: un percorso di parkour in stile libero con salti ostacolando tavoli, una capriola aerea, una serie di salti mortali consecutivi su una sola gamba, e persino una rotazione Airflare da 7,5 giri, una delle mosse più complesse della breakdance -2-5. Movimenti che richiedono un equilibrio dinamico e una reattività ai limiti del possibile, resi fattibili da sistemi di controllo in rete, sensori laser radar per la mappatura tridimensionale del palco e software di pianificazione motoria capaci di sincronizzare ogni gesto al centesimo di secondo -1.
Dalla fabbrica al palcoscenico: il significato di una scelta strategica
Occorre, però, guardare oltre lo spettacolo pirotecnico. La decisione di dedicare una parte così cospicua della serata più tradizionale dell’anno alla robotica umanoide non è una semplice trovata di marketing, bensì un preciso messaggio politico-industriale. Il Gala, del resto, è storicamente utilizzato per riflettere le priorità del Partito e dello Stato, e mettere in primo piano queste macchine significa certificare la loro uscita dalla fase sperimentale per entrarne in una applicativa e strategica -4. Pechino considera il settore uno dei pilastri della nuova industrializzazione ad alto contenuto tecnologico, e la filiera integrata che il paese è riuscito a costruire — dalla componentistica elettronica ai motori, dai sensori all’intelligenza artificiale — gli consente oggi di dominare il mercato: secondo analisi di Omdia, nel 2025 la Cina ha coperto il 90% delle 13.000 unità spedite globalmente, con stime di raddoppio per l’anno in corso -4.
L’impatto commerciale e il confronto con l’Occidente
La vetrina televisiva ha avuto un effetto immediato anche sugli scaffali (virtuali) dei negozi. Durante la diretta, il colosso dell’e-commerce JD.com ha messo in vendita diversi modelli, e molti di essi, inclusi quelli delle aziende protagoniste della serata, sono andati esauriti in pochi minuti. Due esemplari del robot Galbot G1, dal prezzo di circa 77.000 euro, sono stati acquistati quasi istantaneamente, a testimonianza di un interesse concreto che va oltre la curiosità tecnofila -7. Un interesse che solleva inevitabilmente interrogativi sul confronto con gli Stati Uniti, dove aziende come Tesla lavorano al progetto Optimus senza però aver ancora raggiunto una fase di commercializzazione di massa paragonabile. La Casa Bianca, con il ritorno di Donald Trump alla presidenza, osserva con attenzione questi sviluppi, ma la capacità cinese di integrare produzione e ribassare i prezzi — il robot G1 di Unitree parte da circa 11.280 euro — potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo difficile da colmare nel breve periodo -2-8.




