Borsa Milano in rosso, spread in rialzo: petrolio oltre 100 dollari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Borsa di Milano accelera al ribasso nella mattinata del 7 ottobre, mentre tornano le vendite sui titoli di Stato e lo spread Btp-Bund riprende a salire. Dopo le prime contrattazioni il Ftse Mib ha perso inizialmente circa l’1%, per poi ampliare il calo fino all’1,4%, risultando il listino peggiore tra le principali piazze europee. A rendere più pesante la seduta contribuiscono il rialzo dei rendimenti obbligazionari e una nuova fiammata dell’energia, con il petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile e il gas europeo in aumento.

Btp sotto pressione e spread in aumento

Il movimento più significativo arriva dal mercato obbligazionario. Il rendimento del Btp decennale sale di circa 8-9 punti base, raggiungendo il 4,61%, mentre il differenziale con il Bund tedesco passa prima in area 111 e successivamente raggiunge quota 113. La pressione non riguarda soltanto l’Italia: le vendite coinvolgono anche i titoli francesi e greci, mentre il rendimento del Bund rimane relativamente stabile. Gli Oat francesi registrano un incremento di dieci punti base, fino al 4,84%, segnalando una tensione particolarmente evidente sul debito sovrano dell’area euro.

Il rialzo dei rendimenti si inserisce in una fase in cui gli investitori stanno tornando a distinguere con maggiore attenzione tra i diversi profili fiscali europei. Nelle ultime settimane la pressione si è concentrata soprattutto sui Paesi percepiti come più esposti sul fronte del debito, mentre la Germania continua a beneficiare maggiormente della ricerca di titoli considerati più difensivi. Il movimento obbligazionario si trasferisce anche sul mercato azionario, penalizzando i comparti più sensibili al costo del denaro e al deterioramento della propensione al rischio.

Vendite su banche e tecnologia, Tim e Stellantis in controtendenza

A Piazza Affari le flessioni più marcate si concentrano sui tecnologici e sugli istituti di credito. Technoprobe arriva a perdere il 3,6%, Prysmian arretra del 2,8% e Stm del 2,3%. Nel settore bancario Unicredit e Bper cedono circa il 2%, Intesa scende dell’1,5%, Mediolanum dell’1,3% e Mps dell’1%. Sul titolo senese pesa anche la fase legata all’offerta rilanciata dalla principale banca italiana, mentre l’amministratore delegato Luigi Lovaglio lavora alla risposta dopo il nuovo assetto dell’operazione.

Il ribasso del listino non coinvolge però tutti i titoli. Tim avanza fino al 3% dopo le forti vendite registrate nella seduta precedente, mentre Inwit guadagna il 2,9%. Tra gli industriali si mette in evidenza Stellantis, in progresso del 2,1%. Resistono anche alcuni titoli legati all’energia: Saipem sale dello 0,9%, Tenaris dello 0,2% ed Eni dello 0,1%, beneficiando della tenuta delle quotazioni del greggio.

Petrolio sopra quota 100 e gas europeo oltre 77 euro

La componente energetica aggiunge pressione ai mercati. Il Brent avanza dello 0,6% a 101,2 dollari al barile, mentre il Wti guadagna lo 0,4% raggiungendo 89,8 dollari. Il mercato continua a valutare i rischi legati alle tensioni in Medio Oriente, alle minacce alle rotte marittime e alla possibilità di interruzioni dell’offerta. Nelle stesse ore pesa anche una perturbazione in formazione nel Golfo del Messico, area che ospita una parte rilevante della produzione petrolifera e della capacità di raffinazione statunitense.

Anche il gas europeo torna a salire: i future Ttf guadagnano quasi il 2% e superano i 77 euro per megawattora. Sul fronte internazionale il quadro delle Borse rimane debole, con lo Stoxx Europe 600 in calo e l’euro in flessione sul dollaro. Francoforte cede lo 0,8%, Parigi lo 0,7% e Londra lo 0,5%, mentre sul mercato valutario la moneta unica scende verso 1,12 dollari. Negli Stati Uniti l’attenzione degli operatori è concentrata sui verbali della Federal Reserve relativi alla riunione di settembre.

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