Il «mago delle evasioni» catturato in Spagna: fine della latitanza per Toma Taulant
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Redazione Interno
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La fuga è durata duecentosessanta giorni, quasi nove mesi, ma il cerchio si è stretto intorno a Toma Taulant in una città della Catalogna, Tarragona, dove gli agenti della polizia nazionale spagnola hanno messo le manette ai polsi del quarantaduenne albanese noto con il soprannome di «mago delle evasioni».
L’arresto, avvenuto il 23 agosto, ha chiuso una latitanza cominciata lo scorso 7 dicembre, quando l’uomo era riuscito a sparire dal carcere di massima sicurezza di Opera, alle porte di Milano, utilizzando strumenti artigianali come una lima, lenzuola annodate e ramponi per superare le barriere del penitenziario. Da quel momento, Taulant era diventato un fantasma per le autorità italiane, che lo avevano inserito nelle liste dei ricercati più pericolosi, spiccando un mandato d’arresto europeo per assicurarlo alla giustizia.
Una carriera criminale segnata da evasioni spettacolari
Non si trattava della prima evasione per Taulant, che nel corso degli ultimi quindici anni ha collezionato quattro fughe da diversi istituti penitenziari, guadagnandosi sul campo un soprannome che ne racconta l’abilità nel trovare varchi nei sistemi di sicurezza. La sua ultima impresa, quella dal carcere di Opera, era stata particolarmente eclatante perché il penitenziario è considerato ad alta sicurezza e l’albanese vi era rinchiuso con una pena che lo avrebbe tenuto dietro le sbarre fino al 2048, per reati gravi quali rapina violenta, furto e spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel corso di una delle evasioni precedenti, le forze dell’ordine lo avevano rintracciato a Casarile, in provincia di Pavia, dove era stato trovato in possesso di un ingente bottino di oggetti rubati, ma ogni volta Taulant era riuscito a dileguarsi nuovamente, alimentando la fama di fuggitivo irriducibile che i media italiani gli avevano attribuito.
L’operazione di polizia a Tarragona
La cattura è avvenuta nella città catalana di Tarragona, dove gli agenti spagnoli, coordinati con le autorità italiane, hanno individuato il latitante e hanno eseguito il fermo sulla base del mandato d’arresto europeo che pendeva su di lui.
Le immagini dell’operazione, diffuse successivamente, mostrano il momento in cui gli investigatori bloccano l’uomo, mettendo fine a una latitanza che durava da oltre otto mesi; un periodo durante il quale Taulant era riuscito a eludere i controlli e a spostarsi probabilmente attraverso diversi paesi europei prima di stabilirsi in Spagna, dove il suo passato criminale lo ha però tradito.
La polizia spagnola non ha fornito dettagli sulle modalità che hanno portato all’individuazione, ma l’arresto rappresenta un importante risultato per le autorità giudiziarie italiane, che avevano inserito il fuggitivo tra i soggetti più pericolosi da rintracciare per la sua capacità di mettere in atto piani di fuga complessi e per il suo curriculum di reati violenti.
Il carcere di Opera e il regime di massima sicurezza
L’evasione dal carcere di Opera, avvenuta lo scorso dicembre, aveva sollevato interrogativi sulle misure di sicurezza dell’istituto penitenziario milanese, considerato uno dei più blindati d’Italia, proprio perché Taulant era riuscito a superare le difese con mezzi rudimentali ma efficaci, come la lima per tagliare le sbarre e le lenzuola annodate per calarsi dalle mura.
Il quarantaduenne albanese stava scontando una lunga condanna per reati che spaziano dalla rapina aggravata al traffico di droga, e il suo profilo criminale lo rendeva un detenuto da tenere sotto stretta osservazione, nonostante ciò la fuga è riuscita, dimostrando ancora una volta la determinazione e l’ingegnosità che gli sono valse il soprannome di «mago».
Ora, dopo l’arresto in Spagna, l’Italia avvierà le procedure per l’estradizione, che dovrebbe riportare Taulant nel sistema penitenziario italiano per scontare il resto della pena fino al 2048, a meno che non tenti una nuova, improbabile fuga durante il trasferimento o nelle fasi processuali che lo attendono.
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