Rogo nella palazzina di via Castaldi a Treviso, l’ex compagno appicca il fuoco al materasso: donna in ospedale
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Redazione Interno
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Una notte di paura, quella di sabato 25 luglio, per i residenti di via Castaldi a Treviso, dove un incendio doloso ha sconvolto la quiete del quartiere situato proprio dietro la stazione ferroviaria. Le fiamme, che si sono sviluppate all'interno di un appartamento al secondo piano, hanno costretto i vigili del fuoco a un intervento tempestivo per evitare che il rogo si propagasse all'intera palazzina.
La colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, ha attirato l'attenzione dei passanti e dei vicini, molti dei quali si sono affacciati alle finestre per capire cosa stesse accadendo, mentre l'odore acre della plastica bruciata e del materiale sintetico impregnava l'aria.
La dinamica dell'incendio e l'intervento dei soccorsi
L'allarme è scattato intorno alle 21.15 di sabato sera, quando una grossa nuvola di fumo nero ha cominciato a levarsi sopra i tetti della città, segnalando immediatamente la gravità della situazione. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, a causare il rogo sarebbe stato un uomo, ex compagno della donna che risiede nell'appartamento, al culmine di un litigio particolarmente violento.
La lite, che secondo alcune testimonianze si protraeva già da diverso tempo, avrebbe avuto un epilogo drammatico quando l'uomo, forse in un impeto di rabbia incontrollabile, ha appiccato le fiamme al materasso della camera da letto, utilizzando presumibilmente anche del liquido accelerante per alimentare il fuoco. Le fiamme, alimentate dai materiali infiammabili presenti nella stanza, si sono rapidamente estese, avvolgendo l'intero ambiente e mettendo in serio pericolo la vita della donna, rimasta intrappolata all'interno dell'abitazione insieme al suo compagno.
Sul posto sono immediatamente accorsi i vigili del fuoco del comando provinciale, che hanno impiegato diverse ore per domare completamente le fiamme e mettere in sicurezza lo stabile, mentre gli agenti della Polizia di Stato e i sanitari del Suem 118 prestavano i primi soccorsi ai coinvolti.
Il salvataggio dei vicini: Francesco e Christina, due eroi senza mantello
A fare la differenza, in questa vicenda che poteva trasformarsi in una tragedia, è stato il coraggio e la prontezza di riflessi di due giovani vicini di casa, Francesco e Christina, che abitano nell'appartamento attiguo a quello andato a fuoco. I due ragazzi, che si trovavano nella loro abitazione insieme al loro cane Oscar, hanno sentito le urla disperate provenire dalla casa accanto e, senza esitare un attimo, si sono attivati per portare soccorso.
Francesco, in particolare, dopo aver udito i rumori della lite e le successive grida di aiuto della donna, non si è limitato a chiamare i soccorsi ma ha compiuto un gesto di straordinario altruismo: si è precipitato all'interno dell'appartamento invaso dal fumo, riuscendo a trascinare fuori la donna e successivamente il compagno, che probabilmente era rimasto stordito dalle esalazioni tossiche.
Le fiamme, che divampavano dalla camera da letto, rendevano l'aria irrespirabile e la visibilità quasi nulla, ma Francesco ha insistito, mettendo a repentaglio la propria incolumità per salvare le due persone intrappolate.
Christina, dal canto suo, ha giocato un ruolo altrettanto fondamentale, mantenendo i contatti con i soccorsi e coordinando le operazioni di evacuazione degli altri residenti della palazzina, mentre Oscar, il loro cagnolino, è stato portato in salvo dal giovane che, dopo aver trascinato fuori la coppia, è rientrato una seconda volta nell'appartamento in fiamme per recuperare l'animale.
Le indagini della Polizia e la posizione dell'indagato
Gli agenti della Polizia di Stato, intervenuti sul luogo dell'incendio subito dopo la segnalazione, hanno avviato le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e accertare le responsabilità. L'uomo, identificato come l'ex compagno della donna, è stato fermato e successivamente arrestato con l'accusa di incendio doloso, un reato che assume contorni particolarmente gravi alla luce della presenza di altre persone all'interno dello stabile e del potenziale pericolo per la pubblica incolumità.
Gli inquirenti stanno ora analizzando le testimonianze raccolte, tra cui quelle fondamentali di Francesco e Christina, e i reperti rinvenuti sul posto, come le tracce del liquido accelerante che sarebbe stato utilizzato per innescare il fuoco. La vittima, la donna che abitava nell'appartamento, è stata trasportata d'urgenza in ospedale per ricevere le cure necessarie a causa delle ustioni e dell'intossicazione da fumo riportate durante il rogo.
Le sue condizioni, al momento, non sono state rese note, ma si teme che possa aver riportato lesioni significative a causa della violenza dell'incendio e della rapidità con cui le fiamme si sono propagate all'interno della camera da letto. Il compagno della donna, anch'egli salvato dall'intervento tempestivo di Francesco, è stato invece giudicato fuori pericolo dopo i primi accertamenti medici, sebbene abbia riportato lievi ustioni e un'intossicazione da monossido di carbonio.
La dinamica della lite e il ruolo dei testimoni
Secondo quanto emerso dalle prime dichiarazioni rese ai poliziotti, il litigio tra l'uomo e la sua ex compagna sarebbe stato particolarmente acceso e avrebbe preceduto di poco l'innesco del rogo. Francesco, che già in precedenza aveva udito i toni della discussione alzarsi oltre misura, ha riferito di aver sentito la donna gridare chiedendo aiuto, un grido che ha subito messo in allarme i due vicini e li ha spinti ad agire.
La scelta di utilizzare un liquido accelerante, se confermata dagli esami della polizia scientifica, lascerebbe intendere che l'atto non fosse impulsivo ma, al contrario, premeditato o comunque frutto di una decisione presa in un momento di rabbia estrema, con l'intenzione di danneggiare gravemente l'abitazione e, di conseguenza, la donna che vi risiede. La presenza di altri inquilini nella palazzina ha reso la situazione ancora più critica, poiché il fumo e le fiamme avrebbero potuto facilmente estendersi ai piani superiori, coinvolgendo altre famiglie e trasformando l'incendio in una strage.
L'intervento coordinato dei vigili del fuoco, che sono riusciti a circoscrivere il rogo al secondo piano, e il sangue freddo di Francesco e Christina, che hanno allertato tutti i residenti consentendo loro di mettersi in salvo, hanno scongiurato il peggio, ma l'episodio rimane un grave atto di violenza che ha scosso profondamente la comunità trevigiana.
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