Garlasco, l'audio inedito di Sempio riapre il caso: «Se mi dai i soldi ti aiuto»
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Redazione Interno
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Un'intercettazione mai ascoltata prima, trasmessa lunedì 21 settembre durante la puntata de «Lo Stato delle Cose» condotta da Massimo Giletti su Rai 3, riporta al centro dell'attenzione le indagini del 2017 sul delitto di Garlasco.
Nel corso della registrazione, Andrea Sempio — oggi nuovamente indagato per l'omicidio di Chiara Poggi — parla di Silvio Sapone, per anni responsabile della Polizia Giudiziaria della Procura di Pavia, facendo riferimento a quello che definisce un presunto «sistema» attraverso il quale alcune persone sottoposte a indagine sarebbero state aiutate in cambio di denaro.
Il contenuto dell'intercettazione
La frase chiave riportata nell'audio è: «Se mi dai i soldi ti aiuto». Secondo quanto emerso, Sempio racconta che Sapone lo avrebbe contattato e afferma di aver ricevuto informazioni sull'esistenza di questo presunto meccanismo. Dal contenuto dell'intercettazione non emerge però che Sempio abbia personalmente consegnato denaro a Sapone, né che quest'ultimo gli abbia chiesto direttamente un pagamento. Si tratta quindi di una dichiarazione che dovrà essere valutata dagli investigatori e messa in relazione con gli altri elementi già presenti nell'inchiesta.
Il legale di Sempio, l'avvocato Liborio Cataliotti, ha chiarito che si tratta dello stralcio di un dialogo più lungo che, se decontestualizzato, può essere mal interpretato: secondo il difensore, l'intercettazione risale al 27 settembre 2025 e sarebbe avvenuta in casa di Sempio, alla presenza dei genitori e delle zie. In quel passaggio, ha spiegato il legale, il suo assistito non avrebbe fatto altro che ripetere ciò che aveva sentito durante una trasmissione su YouTube dedicata al caso di Garlasco.
Il quadro investigativo e l'archiviazione di Venditti
Il nome di Silvio Sapone era già comparso nell'ambito degli accertamenti sui rapporti tra Andrea Sempio e alcuni esponenti della polizia giudiziaria pavese. L'ex carabiniere aveva già spiegato agli investigatori di non aver favorito l'indagato, riconducendo i contatti telefonici con Sempio a esigenze legate agli atti dell'indagine. La nuova intercettazione arriva mentre prosegue l'attenzione investigativa sulla presunta corruzione legata all'archiviazione di Sempio nel 2017.
L'ex procuratore Mario Venditti, inizialmente indagato per una presunta ricezione di denaro in cambio dell'archiviazione, è stato recentemente prosciolto con l'archiviazione della sua posizione. L'ipotesi investigativa sulla presunta corruzione non sarebbe stata completamente abbandonata e riguarda altre persone: nel decreto di archiviazione, i magistrati sottolineano la necessità di ulteriori approfondimenti, in particolare sulla posizione di due ex carabinieri, Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, già sentiti dagli inquirenti bresciani come persone informate sui fatti.
Il contesto del delitto e le nuove indagini
Chiara Poggi venne trovata morta nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007. Per quel delitto è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi, l'ex fidanzato della vittima, che si è sempre professato innocente. Le indagini su Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello della vittima, erano state aperte nel 2016 e nel 2017 e poi archiviate dall'allora Procura di Pavia guidata da Mario Venditti.
Il fascicolo è stato riaperto nel 2025 grazie a una nuova consulenza genetica disposta dalla difesa di Stasi: secondo fonti vicine agli investigatori, sotto le unghie di Chiara sarebbero state individuate tracce del Dna di Sempio. La Procura di Pavia, diretta da Fabio Napoleone, ha affidato gli accertamenti al Nucleo investigativo di Milano.
Le prossime scadenze processuali
Il termine per le indagini preliminari è fissato per il 28 settembre: la Procura di Pavia dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio per Sempio, prorogare le indagini oppure procedere con l'archiviazione. Nei mesi scorsi sono state depositate due consulenze tecniche destinate a pesare sulle valutazioni dei magistrati: la relazione dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata di chiarire l'orario della morte, il numero di persone presenti e l'arma del delitto, e l'analisi delle macchie di sangue affidata al comandante dei Ris di Cagliari, Andrea Berti.
I pm pavesi valuteranno i due elaborati assieme agli altri atti di indagine in vista della decisione finale.
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