Bologna, luce e polemiche: i megaliti gonfiabili illuminano il Natale in piazza Maggiore

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Una sorta di paesaggio primordiale, sospeso tra antico e moderno, ha improvvisamente trasformato il volto di piazza Maggiore, interrompendo con la sua presenza silenziosa e monumentale la consueta frenesia pre-natalizia. L'installazione 'Iwagumi-Dismisura', donata alla città da Bologna Festival e Illumia, si è infatti materializzata nel cuore del centro storico sotto forma di diciannove massi gonfiabili, alti dai due ai quattordici metri e realizzati con un tessuto tecnico che riproduce fedelmente, grazie a un accurato processo di modellazione tridimensionale, la superficie rugosa del granito.

L'accensione diventa un evento

Un'opera che genera confronto

La natura stessa dell’intervento, concepito dall’artista Nimrod Weis, spiega gran parte delle reazioni contrastanti che hanno preceduto l’inaugurazione. La scelta di collocare un’installazione contemporanea e temporanea, per di più in materiale gonfiabile, in uno spazio carico di storia e di simboli come piazza Maggiore non poteva passare inosservata, sollevando perplessità in alcuni e curiosità in altri. Quel che è certo è che l'opera ha catalizzato l’attenzione, offrendo una prospettiva inedita e invitando, come sottolineato da alcuni presenti, a "guardare il cielo" da una posizione del tutto nuova. La sua presenza scenografica ha ridefinito lo spazio, attirando sguardi e innescando conversazioni, in un periodo dell’anno in cui la città si veste tradizionalmente di altre forme di luce.

Il dibattito superato dalla partecipazione

Al di là delle polemiche iniziali, spesso fisiologiche quando l’arte pubblica interviene in contesti consolidati, la serata di accensione ha dimostrato come l’iniziativa sia riuscita nell’intento di creare un momento di aggregazione. La piazza, fulcro della vita civile bolognese, ha ritrovato per una sera una dimensione di festa collettiva, distogliendo molti dalla corsa agli acquisti e regalando un’esperienza condivisa. L’installazione, destinata a rimanere per il periodo natalizio, si propone ora come un landmark insolito, un elemento di rottura e al contempo di attrazione, che continuerà a essere vissuto e interpretato dai cittadini fino alla sua rimozione.

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