Bologna, i megaliti illuminano piazza Maggiore con diecimila persone in attesa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
L’attesa, carica di curiosità e qualche polemica, si è dissolta alle sei precise di ieri sera quando la luce ha dato forma e colore all’opera. In migliaia, una folla che le prime stime quantificano attorno alle diecimila presenze, hanno riempito non solo lo storico Crescentone ma si sono distribuite lungo le vie adiacenti, trasformando l’inaugurazione in un evento collettivo che ha temporaneamente sostituito il consueto trambusto natalizio con uno spettacolo di arte contemporanea. L’installazione “Iwagumi”, donata alla città da Bologna Festival e Illumia e firmata dall’artista Nimrod Weisin, ha così preso ufficialmente vita, proponendo una particolare fusione tra elemento naturale, seppur riprodotto artificialmente, e intervento tecnologico.
L’opera tra antico e moderno
I diciannove massi, la cui altezza varia dai due ai quattordici metri, sono stati realizzati in un tessuto gonfiabile simile al Goretex e modellati in tre dimensioni partendo da fotografie ad alta definizione di superfici granitiche. La loro presenza, che qualcuno aveva ironicamente commentato nei giorni scorsi, assume ora un carattere diverso, soprattutto perché le transenne che inizialmente li delimitavano sono state rimosse, permettendo ai visitatori di aggirarvisi liberamente intorno e di osservarli da vicino. La loro illuminazione, che proietta tonalità ispirate alle pareti delle Dolomiti, si combina con una colonna sonora dove i suoni della natura si mescolano a composizioni musicali, creando un’atmosfera immersiva.
Una piazza trasformata in palcoscenico
L’evento ha registrato un’affluenza tale da paralizzare il cuore del centro, con flussi di persone che si estendevano fino a via d’Azeglio e via Indipendenza, trasformando l’area in un unico grande auditorium a cielo aperto. Tra i presenti, molti hanno colto l’occasione per scattare fotografie e selfie, interagendo con le imponenti forme che, nella penombra serale, perdevano la loro consistenza materica per diventare visioni luminose. L’assessore alla Cultura Daniele Del Pozzo, nei minuti precedenti l’accensione, aveva definito l’opera “una grande festa di Natale”, e l’impressione generale sembra aver confermato questa lettura, evidenziando come l’iniziativa abbia funzionato da catalizzatore sociale.
Permanenza fino a Santo Stefano
L’installazione rimarrà posizionata in piazza Maggiore fino al giorno di Santo Stefano, offrendo ai bolognesi e ai turisti un elemento di attrazione ulteriore durante le festività. La sua natura temporanea, unita alla particolarità dei materiali e dell’effetto visivo, la colloca in quel solco di sperimentazione artistica urbana che punta a dialogare con l’architettura storica dei luoghi, suscitando reazioni contrastanti ma garantendo una forte visibilità. La riuscita dell’inaugurazione, con il suo ampio pubblico, segna un primo passo significativo per la piena accettazione dell’opera nel panorama cittadino.




