Il ciclone sullo Ionio flagella Puglia e Basilicata, allerta rossa e ordinanza a Taranto: venti forti, piogge e neve a bassa quota

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’intensa area di bassa pressione, che da ore staziona sul Mar Ionio, continua a condizionare pesantemente il quadro meteorologico dell’Italia meridionale, e lo fa con una persistenza che obbliga le autorità locali a mantenere altissima la soglia di attenzione. I fenomeni, attesi con maggiore intensità nelle prossime ore, investono in pieno Puglia e Basilicata, dove i modelli previsionali indicano piogge diffuse a carattere anche temporalesco, raffiche di vento sostenute da nord e nord-est, e un’instabilità che, di fatto, rende critiche le condizioni su vaste aree, in particolare lungo il versante adriatico e nei subappennini. La configurazione barica, particolarmente insidiosa per i territori esposti, alimenta un contrasto termico che, oltre a generare precipitazioni abbondanti, sta determinando un abbassamento della quota neve; sui rilievi interni, infatti, gli accumuli freschi sono attesi tra i 1100 e i 1400 metri, un dato che restituisce l’idea della massa d’aria fredda in rotazione attorno al minimo depressionario.

A Taranto, la risposta amministrativa al peggioramento non si è fatta attendere, e il sindaco Pietro Bitetti ha firmato l’ordinanza numero 15, datata 1° aprile 2026, per fronteggiare le imminenti criticità. Il provvedimento, che trae fondamento dall’allerta di livello arancione diramata dalla Protezione Civile regionale per rischio idrogeologico e temporali, impone misure restrittive finalizzate a salvaguardare la pubblica incolumità: per l’intera giornata di giovedì 2 aprile, dalle 00:00 alle 20:00, scatta la chiusura al pubblico di tutti i parchi e i giardini pubblici recintati, mentre per le aree verdi non recintate vige il divieto assoluto di accesso. La stessa ordinanza dispone inoltre la chiusura al pubblico dei cimiteri cittadini, pur garantendo, in un’ottica di contemperamento delle esigenze, lo svolgimento dei funerali e delle operazioni interne indifferibili.

Allerta rossa nel Subappennino Dauno, il sistema di monitoraggio si fa serrato

La Sezione Protezione Civile della Regione Puglia ha ulteriormente inasprito il quadro delle misure preventive, innalzando il livello di attenzione su porzioni specifiche del territorio dopo aver incrociato i dati delle ultime emissioni modellistiche. L’aggiornamento dello scenario, valido per le giornate dell’1 e 2 aprile, differenzia le criticità in base alle componenti di rischio: per il versante idraulico si segnala una situazione complessa ma gestita con livelli di allerta differenziati, mentre è sul fronte del rischio idrogeologico che si concentra il dato più severo. Per la zona individuata come Puglia H, corrispondente all’area del Subappennino Dauno, è stata diramata un’allerta rossa, la più alta nella scala della gradualità operativa; il resto della regione, pur non raggiungendo quel picco massimo, si mantiene comunque in allerta arancione, con conseguente attivazione dei centri operativi comunali e del presidio territoriale.

Altamura sotto la lente dell’arancione, la mappa delle zone a rischio si aggiorna

L’attenzione non si concentra solo sul versante jonico o sul Dauno; l’evoluzione del ciclone coinvolge infatti trasversalmente l’intera regione, e un nuovo messaggio di allerta, diffuso dalla Protezione Civile regionale con validità a partire dalle 14:00 del 1° aprile e per le successive trenta ore, conferma la vastità dell’area interessata. Dall’analisi del bollettino ufficiale emerge che Altamura, insieme ai comuni della cosiddetta Puglia F (Puglia Centrale Bradanica), rientra a pieno Titolo nella fascia di criticità arancione per rischio idrogeologico. Un’indicazione, questa, che suggella un livello di attenzione elevato anche per il territorio murgiano, dove la conformazione orografica e la presenza di aree urbanizzate esposte rendono particolarmente delicata la gestione delle acque meteoriche e il controllo dei versanti.

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