Trump e la finanza globale: come le crypto stanno cambiando il gioco

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il mondo crypto supera la soglia dei 4 trilioni di dollari di capitalizzazione, un traguardo celebrato dal New York Times con il titolo "Crypto’s $4 Trillion Moment", l’amministrazione Trump spinge perché gli Stati Uniti diventino "la capitale mondiale delle criptovalute". Un obiettivo che, se raggiunto, potrebbe ridefinire gli equilibri finanziari globali, mettendo in discussione il ruolo tradizionale delle banche centrali e accelerando l’adozione di strumenti come le stablecoin.

La crescita del settore, che comprende non solo valute digitali ma anche exchange e asset garantiti, è stata favorita dall’approvazione del GENIUS Act, il primo quadro normativo federale sulle stablecoin. Una mossa che ha spinto alcuni attori del mercato, come MEXC, a lanciare l’EURR, una stablecoin ancorata all’euro, in risposta alla nuova legislazione americana. Se da un lato l’Europa cerca di preservare la propria sovranità monetaria, dall’altro la strategia di Trump sembra puntare a un’egemonia finanziaria che passa attraverso il controllo del mercato crypto.

Ma la politica del presidente americano non si limita alla regolamentazione. Come dimostra la "sezione 899" del Big Beautiful Bill, firmato il 4 luglio, Trump utilizza strumenti fiscali per esercitare pressioni su scala internazionale. La minaccia di una tassazione supplementare sui redditi da capitale generati da titoli statunitensi, rivolta soprattutto ai risparmiatori europei, rientra in una logica di negoziato più ampia, dove nessun tavolo di trattativa è mai isolato.

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