Trump, affari e crypto: il tycoon punta sull'Arabia Saudita
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Redazione Economia
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Mentre Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, riconferma la sua linea politica, i suoi interessi commerciali, che non accennano a ridimensionarsi, continuano a espandersi verso orizzonti lontani e redditizi. La Trump Organization, di cui i figli sono i principali artefici operativi, sta infatti consolidando una strategia che lega indissolubilmente il suo futuro al Medio Oriente e alle criptovalute, settori che si intrecciano in progetti ambiziosi. L'Arabia Saudita, in particolare, rappresenta un polo di attrazione fondamentale, sia per gli ingenti capitali promessi dal principe Mohammed bin Salman, che ha assicurato investimenti per centinaia di miliardi di dollari nel paese nordamericano, sia per le concrete opportunità edilizie, come la costruzione di una Trump Tower a Riad e un'altra a Jeddah.
Le scommesse immobiliari e le smentite
Proprio questi intrecci, che vedono la sfera degli affari privati della famiglia confondersi con le relazioni diplomatiche internazionali, hanno sollevato interrogativi sulla possibilità di un conflitto di interessi. Domande alle quali Trump ha replicato con veemenza, definendo "fake news" le accuse e affermando, in un tono perentorio, di non avere "nulla a che vedere" con la gestione delle sue aziende. Una separazione che, stando ai fatti, appare più formale che sostanziale, considerando come la sua ascesa politica sia stata sempre alimentata da una solida base imprenditoriale. La sua presidenza, del resto, ha spesso visto figure del mondo immobiliare coinvolte in delicate trattative di politica estera, specialmente in quell'area mediorientale che oggi è al centro degli investimenti di famiglia.
La tokenizzazione del resort alle Maldive
Oltre ai grattacieli nel deserto, la visione commerciale dei Trump si sta spingendo verso un settore ancor più innovativo: quello delle valute digitali. Eric Trump, che da tempo pubblicamente esalta le potenzialità della blockchain, sta trasformando in realtà uno dei suoi progetti più discussi. In partnership con Dar Global, la Trump Organization non solo svilupperà un hotel di lusso alle Maldive – struttura già in fase di costruzione – ma ha anche deciso di tokenizzarlo. Questa operazione, che rientra nel più ampio fenomeno della tokenizzazione immobiliare, consentirà agli investitori di acquisire una partecipazione, seppur virtuale, nello sviluppo della proprietà, unendo il brand a un mercato finanziario in fortissima espansione.
Un legame strategico e redditizio
La Penisola araba, con i suoi capitali, si conferma dunque un'area geostrategica per gli affari della famiglia, i quali, non a caso, traggono già i tre quarti dei loro guadagni proprio dal mercato delle criptovalute. Un dato che spiega la determinazione con cui si perseguono questi piani, i quali vanno ben oltre la semplice costruzione di resort. Si tratta di un disegno articolato, che spazia dal lusso più tradizionale alla finanza più speculativa, e che trova in figure come il principe saudita degli alleati di prim'ordine. Un intreccio, questo, che continua a evolversi, disegnando una mappa di interessi privati che si estende su scala globale.




