Farmaci antiobesità, dagli effetti cardiovascolari alle nuove pillole: cosa emerge dal workshop di Roma
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Redazione Salute
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Ozempic, Mounjaro e Wegovy sono i farmaci nati per il trattamento del diabete che sempre più spesso vengono impiegati per contrastare l'obesità, una malattia cronica, progressiva e recidivante. I numeri delineano una condizione diffusa su scala planetaria: più di un miliardo di persone nel mondo convive con l'obesità, mentre in Europa si registrano oltre 1,2 milioni di decessi ogni anno correlati a questa patologia. In Italia la fotografia è altrettanto netta: più di 23 milioni di persone sono in sovrappeso, pari al 33% della popolazione, e 6 milioni, il 12%, vivono con obesità.
Gli effetti delle incretine oltre la perdita di peso
Il quadro è stato al centro del workshop svoltosi ieri al Cinema Barberini di Roma, dove gli esperti hanno illustrato come l'azione antinfiammatoria delle incretine si spinga oltre la semplice riduzione del peso corporeo. Il professor Giuseppe Rosano, docente di Cardiologia al St.
George's Hospital, St George's University di Londra, ha illustrato gli effetti sui principali fattori di rischio cardiovascolare: «La riduzione degli eventi maggiori è significativa e si osserva sia nei pazienti con diabete di tipo 2 sia nei pazienti obesi con o senza diabete, dove sia la riduzione del peso sia il controllo glicemico inducono riduzione di mortalità e morbidità che è funzione del grado di rischio che è superiore al 20%».
Le pillole antiobesità in arrivo in Italia
Tra le novità più rilevanti in arrivo nel nostro Paese figurano le pillole antiobesità e il triplo agonista retatrutide. Ad annunciarlo è stato Andrea Fabbri, docente di Endocrinologia all'Università di Roma Tor Vergata: «I Glp-1 agonisti orali sono la nuova frontiera in pillole per la cura di sovrappeso metabolico e obesità. Non hanno bisogno della catena del freddo e rispetto alle molecole iniettive hanno una buona efficacia di cura (anche se generalmente minore) e una maggiore facilità per un uso quotidiano».
La formulazione orale rappresenta dunque un cambio di passo rispetto alla somministrazione iniettiva, che fino ad oggi resta l'unica modalità disponibile in Italia per semaglutide e tirzepatide.
Un meccanismo d'azione che imita le incretine
Semaglutide e tirzepatide richiamano l'azione delle incretine, gli ormoni intestinali coinvolti nella regolazione della glicemia e dell'appetito. Proprio questi principi attivi hanno rivoluzionato con estrema efficacia il contrasto del sovrappeso, dell'obesità e dell'accumulo di grasso, tanto che la costante crescita dei soggetti in queste condizioni si è arrestata. Il risultato apre scenari inediti sul piano sanitario e sociale, con la prospettiva di una popolazione in cui le persone con problemi di peso siano progressivamente meno numerose.
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