Ozempic, Mounjaro e Wegovy: benefici oltre il peso, ma il profilo di sicurezza resta sotto esame
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Redazione Salute
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I farmaci a base di semaglutide e tirzepatide, noti al grande pubblico con i nomi commerciali di Ozempic, Mounjaro e Wegovy, hanno trasformato il trattamento dell'obesità e del diabete di tipo 2. L'attenzione degli esperti si concentra ora su un doppio binario: da un lato la conferma di benefici che vanno oltre la semplice perdita di peso, dall'altro la necessità di monitorare con attenzione gli effetti indesiderati, soprattutto quando questi farmaci escono dal perimetro delle indicazioni approvate.
I dati presentati nel corso di un workshop romano hanno acceso i riflettori sulle potenzialità delle incretine, ma il quadro regolatorio internazionale continua a richiamare alla prudenza.
Benefici cardiovascolari e non solo
Secondo il professor Giuseppe Rosano, docente di Cardiologia al St. George's Hospital e alla St George's University di Londra, la riduzione degli eventi maggiori osservata con queste terapie è significativa e riguarda sia i pazienti con diabete di tipo 2 sia quelli obesi, con o senza diabete. Il meccanismo, spiega l'esperto, passa attraverso il controllo glicemico e la perdita di peso, con una riduzione di mortalità e morbidità che risulta funzione del grado di rischio individuale, superiore al 20% in alcune casistiche. A questa evidenza si affiancano i dati di una meta-analisi su oltre 118.000 pazienti, che ha rilevato come la tirzepatide sia associata a una riduzione del 28% degli eventi cardiovascolari maggiori e del 51% della mortalità per tutte le cause rispetto ai controlli.
Sul fronte oncologico, uno studio retrospettivo condotto su oltre 160.000 adulti obesi non diabetici ha mostrato un'incidenza cumulativa significativamente inferiore dei tumori associati all'obesità tra gli utilizzatori di agonisti del recettore GLP-1 rispetto a chi seguiva solo interventi dietetici o di esercizio fisico. I benefici, secondo i ricercatori, potrebbero estendersi anche al di fuori del contesto diabetico, sebbene siano necessari studi prospettici per confermare il nesso causale.
Il fronte degli effetti indesiderati
Il rovescio della medaglia resta rappresentato dagli effetti collaterali. I disturbi gastrointestinali, come nausea, vomito, diarrea e dolore addominale, sono i più segnalati e nella maggior parte dei casi si manifestano all'inizio del trattamento o in concomitanza con l'aumento del dosaggio. L'Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei farmaci ha documentato, tra febbraio 2025 e gennaio 2026, oltre 2.800 effetti indesiderati su più di 840.000 pazienti trattati, di cui 515 classificati come gravi e 13 decessi, pur ribadendo che il rapporto beneficio-rischio rimane favorevole quando i farmaci vengono utilizzati secondo le raccomandazioni.
Il nodo principale, secondo le autorità regolatorie, è il cosiddetto uso improprio. Una parte significativa delle segnalazioni di eventi avversi gravi, rileva l'indagine transalpina, riguarda persone che assumono questi medicinali per scopi puramente estetici o al di fuori delle indicazioni cliniche, spesso con dosaggi superiori a quelli previsti o con incrementi troppo rapidi.
A questo si aggiunge un segnale potenziale su carenze nutrizionali legate a una perdita di peso rapida, come anemia da carenza di ferro e deficit di vitamina B1, che ha portato a un monitoraggio rafforzato.
Nuovi segnali di sicurezza e sorveglianza
Nel corso del 2025 sono emersi ulteriori segnali che hanno spinto le agenzie regolatorie ad aggiornare le informazioni di sicurezza. Tra questi figura la neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica, per la quale l'Agenzia europea dei medicinali ha emesso un avviso dopo che uno studio aveva documentato un rischio quadruplicato nei pazienti trattati con semaglutide.
Sono inoltre cresciute le preoccupazioni relative al carcinoma tiroideo, che hanno portato all'inserimento di un avviso in scatola nera, anche se i ricercatori ipotizzano che l'aumento rilevato possa riflettere una maggiore sorveglianza diagnostica piuttosto che un rischio reale aumentato.
Sul versante della gravidanza, uno studio osservazionale ha evidenziato un rischio aumentato di preeclampsia, sindrome HELLP ed eclampsia nelle donne con diabete di tipo 2 trattate con semaglutide, a fronte di una minore probabilità di parto pretermine. Segnalazioni riguardano anche la perdita di capelli, con un rischio doppio osservato nelle donne, e i cosiddetti "Ozempic teeth", condizioni legate alla secchezza delle fauci e al vomito frequente che possono danneggiare smalto e parodonto.
Le prospettive terapeutiche in arrivo
Sul fronte delle novità terapeutiche, Andrea Fabbri, docente di Endocrinologia all'Università di Roma Tor Vergata, ha annunciato l'arrivo imminente in Italia delle formulazioni orali di GLP-1 agonisti e del triplo agonista retatrutide. Le pillole, ha spiegato, non richiedono la catena del freddo e offrono una buona efficacia di cura, sebbene generalmente inferiore rispetto alle molecole iniettive, con una maggiore facilità d'uso quotidiano.
L'Agenzia europea dei medicinali ha già raccomandato l'estensione dell'autorizzazione all'immissione in commercio per la formulazione orale di Wegovy, destinata agli adulti con obesità o sovrappeso e almeno una comorbilità correlata al peso. Nello studio di fase 3 che ha supportato la decisione, i partecipanti trattati con le compresse hanno perso in media il 13,61% del peso corporeo contro il 2,18% del gruppo placebo.
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