Il Giro d’Italia chiude a Roma con il saluto di Leone XIV e la sfida tra Yates e Del Toro
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Redazione Sport
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Per la terza volta consecutiva, il Giro d’Italia si appresta a concludersi a Roma, un fatto senza precedenti nella storia della corsa rosa, che solo in altre quattro edizioni – nel 1911, 1950, 2009 e 2018 – aveva scelto la capitale come teatro dell’ultimo atto. Oggi, domenica 1° giugno, la 21esima tappa porterà i corridori dalle strade del Vaticano, dove alle 15.30 è previsto il saluto di Papa Leone XIV, fino al litorale di Ostia, prima del ritorno verso il centro per il circuito finale di 9,5 chilometri da ripetere otto volte. Un percorso che alterna tratti ampi e rettilinei a curve tecniche, con qualche breve saliscendi che potrebbe mettere alla prova i meno freschi.
La scelta di far transitare il Giro davanti alla Basilica di San Pietro non è casuale: il Pontefice, che negli ultimi mesi ha già incontrato atleti come Jannik Sinner e la squadra del Napoli, ha voluto rendere omaggio a una competizione che, quest’anno, ha visto Simon Yates strappare la maglia rosa a Isaac Del Toro e Richard Carapaz nella tappa delle Tre Cime di Lavaredo. Il britannico, ora favorito per la vittoria finale, dovrà però difendersi negli ultimi chilometri romani, dove gli avversari potrebbero tentare l’assalto.
Intanto, ieri sera la carovana del Giro – composta da 450 persone tra organizzatori, corridori e staff – ha raggiunto Fiumicino con tre voli charter di Ita Airways, la compagnia aerea ufficiale dell’evento. Ad accoglierli c’era Sandro Pappalardo, presidente della compagnia, pronto a sottolineare il legame tra il ciclismo e un’infrastruttura chiave come quella aeroportuale. Un dettaglio non secondario, considerando che proprio da Fiumicino, una volta tagliato il traguardo, molti atleti ripartiranno verso i rispettivi paesi.




