Clarity Act bocciato al Senato USA: le crypto frenano dopo lo stop alla legge

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Clarity Act è stato fermato dal Senato degli Stati Uniti dopo il voto procedurale sulla legge dedicata alla regolamentazione delle criptovalute, con il provvedimento che non ha ottenuto il via libera necessario per proseguire il suo iter. Lo stop ha avuto effetti immediati sul comparto degli asset digitali, mentre Bitcoin e altri token hanno registrato una reazione negativa sui mercati.

La votazione al Senato e il nodo della regolamentazione crypto

La proposta ha raccolto 50 consensi e 49 contrari, senza raggiungere la soglia dei 60 voti richiesta dalle procedure del Senato per avanzare. Il risultato ha bloccato una delle iniziative legislative più rilevanti per definire un quadro federale dedicato alle criptovalute negli Stati Uniti, con l’obiettivo di stabilire regole più precise sulla supervisione del settore.

Il testo puntava a chiarire la distribuzione delle competenze tra gli organismi di controllo americani, in particolare tra la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission. Secondo gli analisti del settore, tra cui James Butterfill di CoinShares, la mancata approvazione rappresenta una battuta d’arresto per il mercato digitale, ma viene interpretata come un rinvio del percorso normativo più che come una chiusura definitiva del confronto.

Bitcoin, Cardano e Hyperliquid reagiscono allo stop legislativo

La frenata politica ha avuto conseguenze anche sulle quotazioni delle principali criptovalute. Bitcoin ha registrato una discesa dopo il voto, mentre diversi asset digitali hanno seguito il movimento negativo degli investitori che avevano collegato il possibile avanzamento della legge a una maggiore chiarezza normativa per il settore.

Tra i token monitorati dal mercato figurano anche Cardano e Hyperliquid, inseriti nel contesto di una fase tecnica caratterizzata da movimenti rialzisti costruiti sui minimi crescenti prima della correzione. Sul grafico giornaliero, Cardano aveva segnato una prima accelerazione alla fine di luglio, seguita da una contrazione a metà agosto e poi da una nuova spinta con una candela settimanale positiva del 30%, arrivata fino al massimo di 0,2584 USDT.

Dopo il massimo raggiunto, il prezzo ha avviato una fase di ritracciamento trovando un'area di supporto intorno a 0,1885 USDT. Il comportamento del mercato mostra quindi una combinazione tra fattori tecnici legati ai singoli asset e l’impatto delle notizie provenienti dal fronte regolatorio statunitense.

Le divisioni politiche dietro il mancato avanzamento della legge

Il voto sul Clarity Act è arrivato dopo mesi di negoziati tra sostenitori della norma e oppositori preoccupati da alcuni aspetti del testo. Tra i punti discussi sono emersi i temi legati ai conflitti di interesse, alla tutela degli investitori e alle regole applicabili alle stablecoin, con posizioni differenti tra gruppi politici e settore finanziario.

La senatrice Elizabeth Warren aveva criticato il ruolo delle criptovalute nel sistema finanziario statunitense, definendole un rischio per la stabilità economica. Dall’altra parte, i sostenitori della legge hanno evidenziato la necessità di superare l’incertezza normativa che ha caratterizzato il mercato degli asset digitali negli ultimi anni.

La bocciatura del provvedimento ha lasciato il settore in attesa di un nuovo percorso legislativo, mentre le autorità di regolazione continuano a operare attraverso gli strumenti già disponibili. La mancata approvazione del testo mantiene quindi aperto il confronto sulla definizione di una disciplina organica per le criptovalute negli Stati Uniti.

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