Caracciolo sulla guerra Russia-Europa: “Scenario apocalittico, ma la storia insegna”
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Redazione Esteri
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Lucio Caracciolo ha definito una guerra diretta tra Russia ed Europa uno “scenario apocalittico” durante la trasmissione Otto e mezzo su La7, spiegando che un conflitto aperto tra Mosca e i Paesi europei non rappresenta, a suo giudizio, un’ipotesi realistica nell’immediato, ma che la storia ha mostrato come eventi considerati improbabili possano comunque verificarsi. Il direttore di Limes ha affrontato il tema delle tensioni tra Russia e Occidente e dei possibili rischi legati a un’escalation militare.
Nel corso dell’intervento con Lilli Gruber, Caracciolo ha spiegato che un eventuale scontro militare diretto tra Russia ed Europa avrebbe conseguenze estremamente gravi. L’analista geopolitico ha affermato che, in una simile situazione, Mosca potrebbe ricorrere alle armi atomiche e ai missili ipersonici, strumenti che secondo la sua valutazione renderebbero lo scenario particolarmente difficile da gestire per i Paesi europei.
Caracciolo ha collegato il rischio di escalation alle tensioni che si sono sviluppate attorno alla guerra in Ucraina e alle recenti accuse di provocazioni rivolte alla Russia da parte di alcuni governi europei. Nel suo ragionamento ha sottolineato che nessuna delle parti avrebbe interesse a un ampliamento del conflitto, perché un confronto diretto porterebbe a una situazione diversa rispetto alla guerra attualmente combattuta sul territorio ucraino.
L’intervento del direttore di Limes è arrivato anche dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski, secondo cui in caso di guerra con la Russia l’Europa potrebbe contare sulla propria superiorità aerea. Caracciolo ha replicato osservando che una valutazione esclusivamente basata sulle capacità convenzionali non terrebbe conto della presenza di sistemi missilistici avanzati e della componente nucleare russa.
Durante il programma televisivo, l’esperto ha spiegato di non considerare convincente una lettura che riduca un eventuale conflitto a un semplice confronto tra capacità militari tradizionali. La presenza di armi strategiche, secondo la sua analisi, modifica profondamente qualsiasi ipotesi di scontro diretto tra grandi potenze.
La discussione si è inserita nel contesto delle tensioni legate alla guerra in Ucraina, dopo un attacco russo contro un treno ucraino vicino al confine con la Polonia, episodio citato durante la trasmissione come uno degli elementi che hanno alimentato le preoccupazioni europee. Caracciolo ha parlato di segnali che vengono interpretati come intimidazioni e provocazioni, ma ha anche evidenziato il rischio rappresentato da una possibile spirale di reazioni.
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