Scomparsa in Friuli, le lettere della madre: «fallimenti e delusioni». Poi l’ultimo sms al nonno: «Tutto bene»
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Redazione Interno
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Sono ventidue giorni, ormai, che di loro non si sa più nulla. Una madre, due figli minorenni e quattro cani – un nucleo familiare ridotto all’osso ma compatto – spariti nel nulla dopo un viaggio dal Piacentino verso il Friuli. Decine di volontari e forze dell’ordine li cercano senza sosta, eppure nessuna traccia, nessun indizio. I telefoni, quattro, si sono spenti quasi all’unisono. L’ultimo segnale di vita, prima del silenzio, è stato un messaggio della donna al proprio padre: «Tutto bene». Una frase asciutta, rassicurante sulla carta, che oggi suona invece come un epilogo anticipato.
Due lettere nel cassetto del padre, la sofferenza in poche righe
Il mistero s’infittisce con un ritrovamento, avvenuto non sul campo ma tra le mura domestiche. Nella casa del padre di Sonia Bottacchiari – lei vive al piano di sopra della stessa villa – sono spuntate due lettere scritte dalla donna. La prima ripercorre un’esistenza segnata da «fallimenti e delusioni», laddove il racconto di sé non trova alcun approdo felice: «non è andata come sognavo», avrebbe confessato. La seconda, molto diversa per tono e destinatario, è un messaggio indirizzato ai due figli. La procuratrice di Piacenza, Grazia Pradella – che coordina un fascicolo per sottrazione di minori – l’ha definita «una lettera d’amore». Quel «proteggere», scritto tra le righe, appare quasi come un testamento affettivo piuttosto che un semplice saluto.
«Non ho timore della morte», e i quattro cani diventano un dettaglio investigativo
Uno degli scritti contiene una frase che risuona con inquietante chiarezza: «non ho timore della morte». Non un grido, ma una constatazione. Un’affermazione che – unita al silenzio dei cellulari e all’assenza di movimenti bancari o accessi ai profili digitali – orienta le indagini verso scenari drammatici, sebbene al momento l’unica ipotesi di reato formalizzata resti la sottrazione di minori. Sonia Bottacchiari risulta l’unica indagata. Nel frattempo, l’associazione Penelope ha diffuso le foto dei quattro cani che viaggerebbero con loro: un passaggio ritenuto cruciale, perché finora la mancanza di immagini degli animali aveva reso vani molti riscontri da parte di testimoni.
Sms al nonno e telefonini spenti, la cronaca di una sparizione senza appello
La partenza risale al 21 aprile. Da allora, nessuno ha più incrociato il loro sguardo. L’ultimo sms – quello al nonno – tentava di tenere aperto un canale di normalità. Ma subito dopo, uno a uno, i quattro telefonini si sono spenti. Non in modo casuale, sospettano gli inquirenti: una disattivazione coordinata. Il Tg3 Fvg ha ricostruito i passaggi essenziali di questa vicenda, confermando che le letterare sono state acquisite dalla procura. Nessun elemento, però, consente di localizzarli. Né un’auto avvistata, né un rifugio, né un passaggio di frontiera. Solo quelle pagine scritte a mano, dove la sofferenza si mescola a un amore materno che – nelle parole della donna – assume i contorni di un’estrema protezione.
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