Italbasket, vent’anni di fallimenti. Zero titoli e mai un colpevole
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Redazione Sport
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Era il 2004 quando l’Italia di Charlie Recalcati, con un ispirato Gianmarco Pozzecco a fare da guida carismatica sul parquet, conquistava la storica medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene. Quell’alloro, che coronava un ciclo iniziato dodici mesi prima con un inatteso bronzo europeo in Svezia, contro una Francia stellare, avrebbe dovuto rappresentare il punto di partenza per un’era di successi. Eppure, da allora, il movimento non è più riuscito a eguagliare quelle vette, inaugurando invece un ventennio costellato di promesse mancate e risultati altalenanti, privi della continuità necessaria per competere ai massimi livelli.
La recente eliminazione agli Europei per mano di un fenomenale Luka Doncic e della sua Slovenia, seguita a ruota dall’addio di Pozzecco dalla panchina azzurra, impone una riflessione non procrastinabile. Sebbene sia sempre complesso tracciare bilanci definitivi, soprattutto a caldo, è indubbio come il ciclo del tecnico friulano, caratterizzato da un’energia travolgente e da un amore viscerale per la maglia, si chiuda senza aver centrato l’obiettivo primario della qualificazione olimpica, lasciando un’eredità fatta più di entusiasmo che di trofei.
In un contesto del tutto altro, persino il ct della nazionale di calcio, Gennaro Gattuso, prima della conferenza stampa per la gara contro Israele, ha voluto distaccarsi momentaneamente dal suo ambito per tributare i complimenti all’Italvolley e a Julio Velasco per la Coppa del Mondo vinta in Thailandia. Una notizia positiva, presto offuscata dall’arrivo del risultato di Riga, che ha suscitato una reazione di comprensibile amarezza, a dimostrazione di come il basket, nelle sue delusioni, tocchi trasversalmente il mondo dello sport italiano.




