Cannes, gli americani snobbano il festival. E la croisette celebra (solo) la hollywood di ieri
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’amore, si sa, è spesso un sentimento a senso unico, e quello che lega Hollywood a Cannes ne rappresenta forse l’esempio più lampante nell’industria cinematografica contemporanea. Da un lato, il festival francese continua a tributare onori e proiezioni speciali ai grandi blockbuster del passato, quasi a voler cristallizzare un momento di gloria che non tornerà; dall’altro, la nuova Hollywood – quella dei franchise algoritmici e delle piattaforme in competizione – snobba platealmente la Croisette, lasciando sul tappeto un’assenza che non è solo fisica, ma culturale. L’altra notte, nel corso della 79esima edizione, la fibrillazione è stata comunque palpabile: il pubblico ha gremito la sala per l’omaggio a due kolossal storici come “Top Gun” (arrivato ai suoi 40 anni) e, soprattutto, “Fast & Furious”, che ha spento 25 candeline. E il rombo dei motori, amplificato dall’impianto audio del teatro, si è mescolato all’assedio dei fan, i quali hanno letteralmente preso d’assedio la *montée des marches* per vedere da vicino i protagonisti di quella saga action che, contro ogni pronostico, ha saputo costruire un impero globale.
Vin Diesel e il suo “harem” action: un photocall da manuale
Il protagonista assoluto di quella serata – e lo è stato fin dal pomeriggio, quando il sole della Costa Azzurra accarezzava ancora i tetti dei palazzi – è stato senza dubbio Vin Diesel. L’attore, affiancato da Michelle Rodriguez e Jordana Brewster, ha infatti dominato il photocall del 13 maggio, portando sulla Croisette il suo franchise più rappresentativo. Con loro, in una commistione volutamente emozionale tra cinema e vita reale, c’era anche Meadow Rain Walker, la figlia di Paul Walker: quel Paul che, scomparso prematuramente nel 2013 in un incidente d’auto, aveva contribuito a rendere indimenticabile il primo capitolo della serie. L’occasione, del resto, non poteva essere più significativa: festeggiare i 25 anni di “The Fast and the Furious”, pellicola del 2001 che trasformò un semplice film di cors clandestine in un fenomeno generazionale.
Meadow Walker, eleganza anti-red carpet e un ricordo che diventa celebrazione
La serata ha però riservato un’altra immagine potente, quella di Meadow Walker, modella di professione e figlia del compianto attore, apparsa sul red carpet nella tarda serata di mercoledì 13 maggio. La sua scelta stilistica – un abito a coste con gonna a onde in un audace verde acido – ha volutamente rotto gli schemi del tradizionale tappeto rosso, quasi a sottolineare che la sua presenza lì non fosse solo questione di moda o di passerella. C’era un’eleganza innata nel suo portamento, paragonabile – per usare un termine caro alla critica – a quella di una giovane Audrey Hepburn, ma altrettanto evidente era il carisma che la legava a un ricordo familiare irripetibile. Non poteva esserci, per lei, occasione più emozionante: il venticinquesimo anniversario di quel film che rese suo padre un’icona mondiale al fianco di Vin Diesel, e la cui assenza – quella di Paul Walker – aleggiava in ogni fotogramma della serata, rispettata e mai sfruttata in modo grossolano.
“Fast Forever” nel cassetto: un dodicesimo capitolo per il 2028
E mentre la Croisette omaggiava il passato, gli addetti ai lavori mormoravano (senza troppa enfasi) del futuro della saga. D’altronde, il motore di “Fast & Furious” non si è mai fermato del tutto, neppure dopo la dipartita di uno dei suoi pilastri. È infatti in canna il dodicesimo film, provvisoriamente intitolato “Fast Forever”, la cui uscita nelle sale è attesa per il 17 marzo 2028. Un’attesa lunga, se si considera la rapidità con cui il mercato dell’intrattenimento consuma e rigetta i prodotti; ma d’altra parte, questo è il paradosso di Cannes 2026: da un lato, la Hollywood contemporanea snobba il festival, ritenendolo forse un palcoscenico anacronistico, dall’altro la kermesse francese si aggrappa a un’idea di cinema che non esiste più, fatta di star-carisma e di sequel pensati per la sala enorme. L’amore, insomma, resta a senso unico: Cannes celebra ancora gli eroi di ieri, mentre quelli di oggi preferiscono restare a casa, in attesa del prossimo algoritmo.




