La moda del 2026 guarda a Chanel e al ritorno delle scarpe bicolor
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non è un caso se, osservando con attenzione i fermenti che precedono le stagioni, si individua una tendenza capace di coagulare consensi trasversali, dalle pagine degli insider ai guardaroba delle celebrity. Quella che si prospetta, per il 2026, è una vera e propria Chanel mania, un ritorno di fiamma che riporta in primo piano i codici più autentici della maison parigina, la quale, dopo un periodo di autorevolezza forse più silenziosa, ha ritrovato slancio e una rinnovata desiderabilità sotto la guida creativa di Mathieu Blazy. Tra gli elementi che trainano questo revival, in pole position si collocano senza dubbio le scarpe con la punta bicolor, storico simbolo di un'eleganza borghese e raffinata che oggi si trasforma in una chiave di stile contemporanea e immediatamente riconoscibile. Quel dualismo cromatico, che un tempo era patrimonio esclusivo del brand, è diventato ormai un riferimento condiviso, citato e riletto anche da altri marchi, segno di un'iconicità che supera i confini della singola griffe per entrare nel linguaggio comune della moda.
Lo scenario calzaturiero: dal décolleté a V alle sneaker ibride
Se il ritorno Chanel funge da faro generale, l'universo delle calzature per la prossima stagione si articola in una serie di proposte precise, ciascuna con una sua forte identità. A dominare la scena dell'inverno 2026, ad esempio, saranno le scarpe con lo scollo a V, una tendenza che promette di estendersi ben oltre la stagione fredda. Il loro aspetto bon ton, declinato in versioni che spaziano dalla décolletée più classica alla slingback, dalla forma ultraflat al tacco vertiginoso, le rende un accessorio versatile dal sapore vintage, un passe-partout da alternare con disinvoltura ai modelli più convenzionali. Parallelamente, la mania per le sneakers, che non accenna a placarsi, evolve verso soluzioni inaspettate e ibride, capaci di sdrammatizzare persino il look da ufficio. Si parla, infatti, di modelli che fondono la praticità della sneaker con l'estetica della ballerina, o del ritorno di silhouette vintage come la Beckett, tutte pensate per conciliare comfort e un'elegante disinvoltura negli appuntamenti di lavoro.
Un panorama ricco: mocassini e calzature folkloristiche
La ricchezza dell'offerta, che rischia di disorientare, include anche altre proposte significative, le quali contribuiscono a definire un panorama variegato e accattivante. Si affacciano, tra le altre, tendenze come i mocassini con un effetto sabot, che giocano su volumi decisi e una sostanza materica marcata, e le cosiddette calzature da squaw, che attingono a un immaginario folkloristico e artigianale. Non mancano, poi, le sneakerine realizzate in satina, una scelta che trasforma un materiale tipicamente elegante in qualcosa di più informale e giornaliero. Di fronte a questa abbondanza, diventa cruciale un approccio selettivo, che permetta di distinguere il capo veramente significativo dalla semplice novità effimera, orientando uno shopping che sia strategico e consapevole.
La direzione: codici classici e contaminazioni
Il filo rosso che sembra legare queste diverse anime, dalla bicolor Chanel alla sneaker ibrida, è una ricerca di equilibrio tra memoria della moda e suo rinnovamento. Da una parte, si assiste alla riproposizione di codici classici, come la punta contrastata o lo scollo a V, che vengono però calati in un contesto attuale e privati di qualsiasi aura conservatrice. Dall'altra, si sperimentano contaminazioni audaci, come quelle che uniscono la suola sportiva alla tomaia da ballerina, in un gioco di cortocircuiti stilistici che riflette la complessità del vestire contemporaneo. È in questo dialogo, tra riconoscibilità e sperimentazione, che si gioca buona parte delle tendenze calzaturiere per il 2026, dove ogni modello cerca di ritagliarsi uno spazio preciso all'interno di un armadio sempre più eterogeneo e permissivo.




