Gli U2 e il ritorno a sorpresa: «Days of Ash», un Ep tra cronaca e impegno civile
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non era ancora trascorso un decennio dall’ultima volta che avevano messo nero su bianco un progetto di inediti, eppure gli U2 — lo si apprende da una nota diffusa nelle ultime ore — hanno deciso che i tempi non consentivano ulteriori attese. La band irlandese, formazione che ha fatto della militanza politica e dello sguardo attento sulle ingiustizie globali una cifra stilistica fin dagli esordi ai tempi dei troubles nordirlandesi, ha pubblicato a sorpresa mercoledì 18 febbraio un EP dal Titolo «Days of Ash», sei tracce — cinque canzoni e una poesia — che arrivano come un monito, un grido raccolto e rielaborato in studio per rispondere all’urgenza dei fatti di cronaca che scuotono il mondo contemporaneo. Non si tratta, come tengono a precisare gli stessi musicisti, del nuovo disco al quale stanno lavorando (e per il quale, fa sapere Bono, ci sarebbero già una venticinque di brani pronti), bensì di un Corpo a sé stante, un instant album nato dalla necessità di prendere posizione senza aspettare i tempi tecnici di una pubblicazione tradizionale.
L’opera si apre con «American Obituary», brano che porta l’ascoltatore direttamente nel cuore di Minneapolis, nel Minnesota, dove il 7 gennaio scorso una donna, Renee Good, madre di tre figli, è stata uccisa a distanza ravvicinata da un agente federale mentre esercitava il proprio diritto di protestare pacificamente contro le operazioni del Servizio di controllo dell’immigrazione e delle dogane, il famigerato ICE, la cui attività — è bene ricordarlo — si è intensificata con il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. La vicenda, che ha visto la vittima definita dalle autorità come una «terrorista domestica» nonostante la natura pacifica della manifestazione e l’assenza di un’adeguata indagine sull’operato degli agenti, viene raccontata da Bono con versi che restituiscono dignità a una memoria altrimenti destinata a rimanere schiacciata dalla violenza istituzionale: «Renee Good born to die free, American mother of three», canta il frontman, trasformando quel nome in un simbolo.
Dalle strade di Minneapolis alle piazze di Teheran, passando per la Cisgiordania
Non c’è però solo il fronte interno americano a catturare l’attenzione della band dublinese. In «Song of the Future», la quarta traccia del lotto, gli U2 rendono omaggio a Sarina Esmailzadeh, una sedicenne iraniana che nel settembre del 2022 perse la vita dopo essere stata picchiata dalle forze di sicurezza durante le proteste scoppiate a seguito della morte di Mahsa Amini, la giovane curdo-iraniana uccisa dalla cosiddetta polizia morale per non aver indossato correttamente il velo. La ragazza, una delle migliaia di studentesse scese in piazza nel movimento «Donna, Vita, Libertà», viene qui ricordata nella sua essenza di spirito libero, in una narrazione che tenta di catturare la promessa spezzata di un’esistenza troppo breve. Parallelamente, «One Life At A Time» si concentra sulla figura di Awdah Hathaleen, attivista non violento e insegnante di inglese palestinese, ucciso lo scorso anno nel suo villaggio in Cisgiordania da un colono israeliano. La frase che dà il titolo al brano, ripresa da un intervento al funerale dell’uomo, suggerisce come la cancellazione di un popolo avvenga «una vita alla volta», ma anche, nella rilettura della band, come una soluzione pacifica possa essere costruita con la stessa logica, un passo dopo l’altro.
La guerra in Ucraina e la collaborazione con Ed Sheeran e un soldato-musicista
Completa il quadro geopolitico dell’EP «Yours Eternally», brano che vede la partecipazione di Ed Sheeran e di Taras Topolia, musicista e soldato ucraino che aveva già incrociato il cammino della band nella primavera del 2022, quando Bono e The Edge si recarono a Kiev per suonare in un rifugio antiaereo su invito del presidente Zelensky. La canzone, strutturata come una lettera immaginaria di un soldato al fronte, cattura quello spirito di resistenza e di umanità che ancora resiste nonostante l’avanzare del conflitto, e sarà accompagnata da un breve documentario in uscita il 24 febbraio, nel quarto anniversario dell’invasione russa. A chiudere il cerchio, una poesia di Yehuda Amichai, «Wildpeace», recitata dall’artista nigeriana Adeola e musicata con l’aiuto di Jacknife Lee, a testimoniare come anche la letteratura e la voce altrui possano diventare strumento per interpretare il caos di questi «tempi folli», come li ha definiti Bono, tempi in cui l’urgenza di opporsi precede persino la necessità di tornare ad aver fiducia nel futuro.
Un ritorno alle radici e al fanzine «Propaganda»
L’uscita del disco è stata accompagnata dalla rinascita di «Propaganda», lo storico fanzine ufficiale della band che debuttò nel febbraio del 1986 e che oggi torna in edizione limitata con interviste e materiali esclusivi, a sottolineare un ideale filo rosso che lega gli U2 di ieri a quelli di oggi. In quelle pagine, come nelle dichiarazioni rilasciate dai membri della band, si ribadisce una convinzione precisa: la musica, quando necessario, non può attendere i tempi morti dell’industria discografica, ma deve farsi messaggera istantanea di un disagio che altrimenti rischierebbe di rimanere inespresso. Il ritrovarsi in studio nell’ultimo anno — raccontano i quattro — ha riacceso una scintilla creativa che ha prodotto questi brani, diversi per atmosfera da quelli destinati al vero e proprio album in uscita a fine anno, ma accomunati dalla stessa insofferenza verso un mondo che sembra aver normalizzato l’orrore.
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Description: Gli U2 pubblicano a sorpresa l'EP "Days of Ash" con cinque inediti. Canzoni contro la violenza dell'ICE, per la pace e la libertà. Collaborazioni con Ed Sheeran e Taras Topolia.
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