Palumbo, la sforbiciata che ferma il Palermo: l’Avellino agguanta un pari prezioso
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Redazione Sport
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Un gesto tecnicissimo, una giocata da antologia capace di congelare il momento e ribaltare la narrazione di una serata. È la sforbiciata al volo di Alexander Palumbo, l’italo-norvegese cresciuto nella Juventus Next Gen, che all’89’ ha inchiodato il risultato sul 2-2, strappando un punto fondamentale all’Avellino e interrompendo di colpo la marcia trionfale di un Palermo che già contava i minuti per la quarta vittoria consecutiva. Un pareggio, quello maturato nel posticipo della diciassettesima giornata di Serie B, che vale molto più di un semplice punto in classifica, rappresentando piuttosto un chiaro segnale di ripartenza per i lupi e un brusco risveglio per i siciliani, privati all’ultimo respiro di un successo che sembrava ormai in cassaforte.
Il match: un turbinio di emozioni e colpi di scena
La partita, fin dalle prime battute, si è sviluppata su ritmi intensi, offrendo agli spettatori un susseguirsi di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che hanno tenuto alta la tensione fino al fischio finale. Il Palermo, che cercava un risultato storico per allungare la propria striscia positiva, aveva trovato la via del gol nel primo tempo, gestendo poi con apparente sicurezza la ripresa nonostante la pressione crescente dei padroni di casa. L’Avellino, dal canto suo, non ha mai smesso di crederci, martellando la difesa avversaria e creandosi diverse occasioni pericolose, alcune delle quali neutralizzate dal portiere Joronen. La svolta, però, è arrivata a pochi minuti dalla fine, quando un preciso cross di Russo dal lato sinistro ha trovato l’acrobatica conclusione di Palumbo, autore di un tocco di classe che ha valso immediatamente il podio nelle classifiche delle giocate più belle del turno.
Il ruolo decisivo di un jolly sempre più prezioso
La figura di Alexander Palumbo emerge con forza dall’episodio clou della gara, confermandosi come un elemento di straordinaria importanza nell’economia della squadra irpina. Titolare o meno che sia, il giovane centrocampista dimostra una costante capacità di essere decisivo, fornendo prestazioni di spessore che vanno ben oltre il semplice dato anagrafico. Quella di ieri sera non è stata la sua prima prova illuminante, bensì l’ultimo tassello di un percorso di crescita che lo vede ormai come un punto di riferimento, un jolly dal valore inestimabile in grado di fornire quell’assist o quella conclusione a segno che possono cambiare le sorti di una partita. La sua progressione, del resto, è sotto gli occhi di tutti, e quel gol in sforbiciata – immagine destinata a rimanere a lungo nella memoria della tifoseria – ne è la prova più lampante e spettacolare.
Le ripercussioni in classifica e il campionato che si allunga
Il punto conquistato in rimonta permette all’Avellino di consolidare la propria posizione in una zona centrale della graduatoria, trovando in questo pareggio contro una diretta concorrente una spinta morale significativa per il proseguimento del torneo. Sul fronte opposto, il Palermo deve fare i conti con un’occasione sfumata in extremis, che lo costringe a rinviare l’aggancio alle posizioni di vertice più alte, rimanendo comunque a ridosso della zona che conta. L’episodio dell’espulsione di Diakité a pochi minuti dal termine, peraltro, ha complicato non poco le fasi finali della gara per i rosanero, privati di un uomo in un momento di massima pressione avversaria. Intanto, nel resto del turno, il Frosinone continua la sua corsa in solitaria in vetta alla classifica, mentre il Pescara ha interrotto una lunga serie negativa tornando al successo dopo quasi tre mesi, sconfiggendo la Reggiana per 2-1 grazie anche alla rete decisiva di Olzer nella ripresa.




