Schifani convoca la giunta straordinaria, il caso Armao scuote Palazzo d'Orleans

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha convocato la giunta di governo a Palazzo d'Orleans per la mattinata di giovedì, con all'ordine del giorno i "provvedimenti più urgenti". La riunione arriva dopo che l'inchiesta per corruzione condotta dalla Procura di Palermo ha travolto l'ex vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, e dopo che il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, ha invocato una "proposta politica completamente nuova" per l'isola.

L'inchiesta che ha fatto esplodere la crisi

La Procura di Palermo, coordinata da Maurizio de Lucia, ha chiesto l'arresto di Gaetano Armao, avvocato amministrativista e docente universitario, ipotizzando i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e corruzione per l'esercizio della funzione. Le perquisizioni hanno riguardato l'abitazione e gli studi legali a Palermo e Roma. Armao, che fino ad agosto presiedeva la Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico di consigliere giuridico dello stesso Schifani.

Tra gli indagati figura anche il deputato dell'Ars Giuseppe Geremia Lombardo, nipote dell'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo.

Lo strappo interno a Forza Italia

La richiesta di arresto ha innescato una crisi politica a reti unificate. Minardo, parlando ai segretari provinciali riuniti a Palermo, ha insistito sulla necessità di un cambio di passo, affermando che "la credibilità della politica si difende con il coraggio di cambiare". Schifani ha replicato con una nota in cui prendeva atto delle dichiarazioni, annunciando di valutare "con senso di responsabilità" le decisioni da assumere.

La tensione non si è placata: nella serata di martedì il governatore ha incontrato il suo staff e diversi parlamentari regionali di Forza Italia, mentre il confronto con Minardo è proseguito a distanza per tutta la giornata di mercoledì, senza che le comunicazioni tra i due si siano ricucite.

La telefonata con Tajani e le ipotesi sul tavolo

Secondo quanto ricostruito, il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, avrebbe avuto un colloquio telefonico con Schifani nel corso del quale avrebbe chiesto al governatore di fare un passo indietro. A Roma si ritiene non più percorribile la strada per un'eventuale ricandidatura di Schifani alle Regionali del 2027. Il presidente uscente, dal canto suo, avrebbe manifestato l'intenzione di non accettare quella che considera una rottamazione imposta da un commissario regionale che fino a poco tempo fa militava in un altro partito.

Nelle ultime ore si è parlato anche della richiesta di una poltrona garantita, al Csm o in Senato, come condizione per un'uscita concordata da Palazzo d'Orleans.

Il nodo della giunta e i tempi della decisione

La convocazione della giunta per giovedì mattina non è di per sé il luogo in cui Schifani formalizzerà un eventuale passo indietro, ma rappresenta comunque un passaggio obbligato della crisi. Secondo diverse ricostruzioni, nulla dovrebbe accadere prima della metà della prossima settimana, quando il governatore è atteso a Roma per un vertice con Tajani e con Minardo. In quell'incontro Forza Italia formalizzerebbe la proposta di un'uscita concordata da Palazzo d'Orleans non prima di gennaio.

Nel frattempo, l'Assemblea regionale siciliana dovrebbe iniziare l'esame della manovra di bilancio, ma il rischio di uno stop anticipato della legislatura e di un ritorno alle urne entro l'anno resta sul tavolo.

Il quadro politico siciliano prima del caso Armao

La crisi attuale si inserisce in un contesto di tensioni già accumulate nel centrodestra siciliano. Dopo la sconfitta alle amministrative di primavera, il segretario provinciale di Forza Italia a Messina si era dimesso per il risultato elettorale, mentre il commissario regionale Minardo aveva convocato un vertice di maggioranza per concordare una linea comune. Fratelli d'Italia, dal canto suo, aveva già fatto sapere attraverso il proprio commissario regionale Luca Sbardella che, in caso di cambio del candidato, non era scontato che il sostituto di Schifani provenisse da Forza Italia.

La richiesta di arresto per Armao ha accelerato dinamiche che erano già in atto, trasformando una turbolenza interna alla coalizione in una crisi di governo regionale a cielo aperto.

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