Droni su Copenaghen, jet russi violano lo spazio aereo lituano. Meloni: “Non rispondere alle provocazioni”
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Redazione Esteri
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Un allarme droni ha scatenato la chiusura dell’area intorno all’ambasciata degli Stati Uniti a Copenaghen, nel quartiere di Østerbro, mentre nella capitale danese era in corso la riunione del Comitato militare della Nato. La polizia ha confermato l’isolamento di Dag Hammarskjölds Allé, invitando gli automobilisti a percorsi alternativi, e un testimone presente sul posto ha riferito all’Adnkronos che “scuole ed edifici” erano stati evacuati e che elicotteri sorvolavano la zona.
Le autorità hanno inizialmente parlato di un “evento sospetto”, poi hanno chiarito che l’intervento era stato provocato dal ritrovamento di un pacco sospetto, rivelatosi privo di materiale pericoloso.
La conferenza Nato e la zona di restrizione aerea
L’episodio non è arrivato in una giornata qualunque: Copenaghen ospitava la conferenza annuale del Comitato militare dell’Alleanza, alla presenza dei capi di Stato maggiore della Difesa dei 32 Paesi membri, presieduta dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. In occasione della riunione era stata istituita una vasta zona temporanea di restrizione dello spazio aereo sopra gran parte della capitale e dell’isola di Amager, con il divieto di far volare droni senza autorizzazione scritta della polizia.
Nei giorni precedenti la polizia danese aveva già incriminato due persone in episodi separati per violazione della zona vietata, senza indicare collegamenti tra i casi. Un testimone ha descritto uno dei droni come “piuttosto grande, non amatoriale”.
Lo spazio aereo lituano e l’intervento degli Eurofighter italiani
Sul fronte baltico, due velivoli militari russi — un caccia Su-30 e un aereo cisterna Il-78 — hanno violato lo spazio aereo lituano per circa 18 secondi, entrando dall’exclave di Kaliningrad. A intercettarli sono stati due Eurofighter F-2000 italiani decollati in modalità scramble nell’ambito della missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale. L’incursione è avvenuta il giorno dopo un’analoga violazione, quando un drone russo era stato abbattuto da caccia italiani.
La Lituania, membro dell’Alleanza dal 2004 e confinante con l’exclave russa, aveva già registrato nei mesi precedenti episodi di presunte violazioni dello spazio aereo.
La posizione di Meloni e le accuse di Putin
Nelle stesse ore la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si trovava in visita ufficiale a Oslo, la prima di un premier italiano in Norvegia dopo quindici anni. Rispondendo alle domande sulla guerra in Ucraina, Meloni ha affermato che “dobbiamo chiederci a chi conviene una eventuale escalation e agire di conseguenza”, aggiungendo che “non bisogna rispondere a queste provocazioni” perché farlo sarebbe “più nell’interesse di Mosca che non dell’Europa”. La premier ha anche sottolineato la necessità di un inviato sull’Ucraina per parlare con una sola voce.
Il giorno prima, Vladimir Putin, in un incontro con alti funzionari dell’industria della difesa, aveva sostenuto che “gli elettori europei hanno chiarito che non vogliono guerra con la Russia”, accusando i leader europei di usare gli ucraini come “carne da cannone” e di evocare il rischio di conflitto per “salvare il proprio prestigio”. Il capo del Cremlino ha inoltre annunciato il rafforzamento della difesa spaziale russa, prendendo atto delle esercitazioni europee nel Mar Baltico che simulano il sequestro di navi civili.
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