Policlinico Vanvitelli, ultrasuoni contro il Parkinson: trattati i primi 10 pazienti

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SALUTE

Redazione Salute Redazione Salute   -   Al Policlinico Universitario Vanvitelli è iniziata la sperimentazione di una nuova terapia a ultrasuoni guidata da risonanza magnetica per il Parkinson resistente ai farmaci. I primi dieci pazienti sono già stati trattati con una tecnologia che punta a eliminare i tremori invalidanti senza ricorrere a bisturi o procedure invasive.

Il sistema agisce con estrema precisione sulle aree cerebrali responsabili del disturbo e rappresenta una possibile alternativa a trattamenti più complessi come la stimolazione cerebrale profonda, che richiede l’impianto di elettrodi nel cervello. socialfarma +1

La terapia è destinata anche ai pazienti affetti da tremore essenziale e viene eseguita attraverso un casco collegato a uno scanner per la risonanza magnetica. Non sono previsti interventi chirurgici né anestesia.

Secondo quanto riferito dai medici coinvolti nella sperimentazione, i primi pazienti trattati hanno mostrato un recupero immediato dell’autonomia funzionale. Tornare a scrivere, utilizzare le posate, radersi o guidare sono azioni che, con il progredire della malattia, diventano sempre più difficili fino a compromettere la vita quotidiana. socialfarma +1

La nuova terapia a ultrasuoni per il Parkinson resistente ai farmaci

Tra i primi pazienti sottoposti al trattamento c’è Mauro Sellitto, settantadue anni, laureato in ingegneria, che da tempo non riusciva più a svolgere attività semplici con le mani. Scrivere era diventato impossibile, così come guidare o mangiare senza difficoltà.

Dopo il trattamento effettuato al Policlinico Vanvitelli, il cambiamento è stato immediato. La procedura, eseguita senza incisioni, sfrutta ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica per colpire con precisione le aree cerebrali coinvolte nei tremori. socialfarma +1

La sperimentazione punta a offrire una risposta ai pazienti per i quali le terapie farmacologiche non riescono più a controllare i sintomi. In questi casi i tremori possono diventare invalidanti e compromettere progressivamente autonomia e qualità della vita.

La nuova tecnologia introdotta a Napoli interviene proprio su questo aspetto, cercando di ridurre i movimenti incontrollati senza ricorrere a impianti permanenti o a procedure invasive sul cervello. ilmattino +1

I risultati osservati nei primi pazienti trattati

Secondo Alessandro Tessitore, direttore della Uoc Neurologia e presidente della Società Italiana di Parkinson, chi si è sottoposto alla terapia “ha recuperato l’autonomia funzionale con effetto immediato”.

I primi risultati osservati al Policlinico Vanvitelli riguardano pazienti che avevano perso la capacità di compiere gesti quotidiani considerati normali, come tenere una penna senza tremare o usare le posate con sicurezza. ilmattino +1

L’introduzione della terapia a ultrasuoni rappresenta una nuova fase nella gestione del Parkinson resistente ai farmaci e del tremore essenziale. La procedura viene eseguita senza bisturi e senza anestesia, attraverso un sistema guidato dalla risonanza magnetica che permette di intervenire in modo mirato.

I primi dieci trattamenti effettuati al Policlinico Universitario Vanvitelli segnano l’avvio concreto della sperimentazione della tecnologia in Italia, con risultati che nei pazienti trattati sono stati descritti come immediati sul controllo dei tremori. ilmattino +1

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.