Caro gasolio, gli autotrasportatori Unatras pronti a bloccare le merci

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il settore dell’autotrasporto merci, già provato da mesi di fluttuazioni insostenibili sui listini alla pompa, ha raggiunto quello che molti operatori, in queste ore, non esitano a definire il punto di rottura. Con il prezzo del gasolio stabilmente oltre la soglia dei due euro al litro – una soglia che, nelle ultime rilevazioni autostradali, si spinge addirittura verso i 2,2 euro – l’Unione Nazionale delle Associazioni Autotrasporto Merci (Unatras) ha rotto gli indugi: senza risposte concrete da parte del governo, sarà inevitabile proclamare un fermo nazionale dei servizi. La decisione, meditata dopo i ripetuti segnali d’allarme che la stessa associazione aveva lanciato nelle scorse settimane, verrà formalmente discussa durante la riunione del Comitato esecutivo convocata a Roma per il prossimo 17 aprile.

Prezzi impazziti e accise in bilico

Non aiuta, in questo scenario già incandescente, l’effetto combinato delle nuove accise previste dal calendario fiscale: dal 15 maggio, infatti, l’allineamento previsto dalla legge di bilancio spingerà verso l’alto il costo del diesel, mentre la benzina subirà una lieve flessione. Una forbice che rischia di aggravare ulteriormente i conti degli autotrasportatori, costretti a fare i conti con un parco mezzi alimentato in larghissima parte proprio dal gasolio. Il Codacons, elaborando i dati regionali forniti dal Mimit, ha certificato che, nonostante il forte crollo del petrolio registrato nelle ultime ore – un deprezzamento del 18% legato alla tregua annunciata dal governo americano – i listini alla pompa continuano a salire. Un paradosso solo apparente, che spiega bene la natura speculativa e ritardata delle dinamiche di mercato.

Cartelli “esaurito” e il peso del conflitto

La tensione, del resto, si tocca con mano anche nei distributori cittadini. A Genova, per fare un esempio che sta facendo il giro delle cronache locali, alcuni impianti hanno già iniziato a esporre cartelli con la scritta “carburante esaurito” per diesel o benzina, suscitando comprensibile apprensione tra gli automobilisti. Il fenomeno, seppur ancora circoscritto, è stato amplificato dalla crisi energetica derivante dal conflitto in Medio Oriente: nei giorni scorsi si era parlato diffusamente di lockdown energetico e di possibili razionamenti, ipotesi che oggi trovano un riscontro concreto – per quanto limitato – in queste avvisaglie genovesi. Unatras, dal canto suo, guarda a questi segnali come a una prova generale di un collasso logistico più ampio.

I numeri del caro-diesel e la mobilitazione del 17 aprile

I dati forniti dal Codacons sono inequivocabili: oggi il gasolio in autostrada ha raggiunto una media di 2,191 euro al litro, mentre soltanto ieri veniva venduto a 2,158 euro. La benzina, pur meno colpita dagli aumenti recenti, sale a sua volta a 1,825 euro al litro. Un incremento costante, giorno dopo giorno, che rende di fatto insostenibile qualsiasi programmazione economica per le imprese di trasporto. Per questo l’appuntamento del 17 aprile a Roma – dove il Comitato esecutivo di Unatras si riunirà per decidere le cosiddette “azioni di autotutela” – assume i contorni di una scadenza ultimativa. Nessuna ipotesi è stata esclusa, e il blocco nazionale delle merci, con tutto ciò che comporterebbe in termini di rifornimenti a scaffali e cantieri, è ormai sul tavolo come opzione reale.

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