Il caro gasolio mette in ginocchio gli autotrasportatori, Unatras convoca il comitato esecutivo per il 17 aprile

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’allarme, lanciato ormai da settimane con toni che si sono fatti via via più pressanti, non ha ancora trovato risposte concrete: il settore dell’autotrasporto merci, letteralmente soffocato da un aumento dei prezzi del gasolio che si attesta stabilmente sopra i 2 euro al litro, si avvia verso una paralisi nazionale. A dichiararlo è Unatras, l’Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci, che – dopo aver ripetutamente segnalato il progressivo collasso di un’intera filiera – ha ufficialmente convocato per il prossimo 17 aprile a Roma il proprio Comitato esecutivo. Sarà quella la sede in cui si deciderà se proclamare, e con quali modalità, un fermo dei servizi: un’azione di autotutela che, nelle intenzioni della categoria, rappresenterebbe l’ultimo stadio di una protesta finora rimasta inascoltata.

I cartelli “carburante esaurito” compaiono a Genova e la psicosi si diffonde tra i cittadini

Non solo le aziende di trasporto, però, a subire la morsa dei rincari. Nel capoluogo ligure, alcuni distributori hanno iniziato a esporre cartelli che avvertono – senza mezzi termini – dell’esaurimento del diesel o della benzina, e questa immagine, oggettivamente insolita per un Paese occidentale, ha suscitato una preoccupazione diffusa tra i genovesi. La crisi energetica, alimentata dal perdurare del conflitto in Medio Oriente, ha generato ripercussioni pesantissime sul costo dei carburanti, e nelle ultime settimane si era già parlato diffusamente di scenari da lockdown energetico, se non addirittura di razionamenti. Quel che appariva come un’ipotesi remota, insomma, comincia a mostrare i primi, inquietanti segni di concretezza proprio nei distributori cittadini.

Il record siciliano del gasolio speciale: 3,2 euro al litro sull’autostrada A20 Messina-Palermo

Paradossalmente, mentre il costo del greggio scende sotto la soglia dei 100 dollari al barile – una flessione che, in teoria, dovrebbe alleviare la pressione sui listini – i prezzi alla pompa continuano imperterriti la loro corsa al rialzo. Il record, tutt’altro che invidiabile, spetta alla Sicilia: lo segnala Assoutenti, l’associazione dei consumatori, rilevando come sull’autostrada A20 Messina-Palermo il gasolio speciale abbia toccato, nella modalità servita, la cifra di 3,184 euro al litro. «In autostrada – si legge nella denuncia – il prezzo del gasolio speciale raggiunge un nuovo record», e la frase, pur nella sua secchezza descrittiva, racconta meglio di qualsiasi commento la distanza siderale tra l’andamento delle materie prime e quello dei listini al dettaglio.

L’effetto “razzo e piuma”: perché la tregua con l’Iran non ha fermato la salita di benzina e gasolio

Proprio questa distanza è al centro di una dinamica economica che molti conoscono ma pochi, almeno tra i consumatori, riescono a digerire. A poche ore dall’annuncio della tregua tra Stati Uniti e Iran – un’intesa che avrebbe dovuto smorzare le tensioni geopolitiche e che anzi ha contribuito a un crollo del petrolio di oltre il 13% – i listini dei carburanti in Italia non solo non sono scesi, ma sono addirittura saliti. La ragione risiede nel cosiddetto effetto “razzo e piuma”: una distorsione del meccanismo di formazione dei prezzi per cui questi ultimi schizzano verso l’alto con la rapidità di un razzo non appena il greggio aumenta, mentre scendono con la lentezza esasperante di una piuma quando le quotazioni internazionali calano. È questa la beffa per chi sperava in un sollievo immediato, e che ora si trova a fare i conti con un caro carburante destinato – a meno di interventi governativi che al momento non si intravedono – a strangolare ulteriormente l’autotrasporto e, con esso, l’intera catena logistica del Paese.

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