Autotrasporto in tilt tra caro gasolio e le rassicurazioni di Urso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La morsa dei prezzi dei carburanti, che non lascia scampo né ai privati né tantomeno a chi di mestiere guida un camion, sta mettendo in ginocchio l’intera filiera dell’autotrasporto. A lanciare l’allarme, ormai più volte in queste settimane, è l’Associazione delle Imprese di Autotrasporto (Assotir), la quale ha formalizzato una richiesta urgente al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo un intervento immediato per arginare quella che viene definita una “stangata” insopportabile. In una nota inviata al dicastero, l’associazione ha evidenziato come il costo del gasolio, schizzato oltre la soglia psicologica dei 2,2 euro al litro in alcune aree del paese, rischi di paralizzare un settore già provato da anni di crisi. Ogni veicolo pesante, va ricordato, consuma in media un litro ogni tre chilometri; un incremento di appena dieci centesimi al litro si traduce in un aggravio di migliaia di euro all’anno per singolo mezzo.

L’aumento incontrollato e il timore della speculazione

I rincari, che nelle ultime settimane hanno subito un’accelerazione improvvisa – causata dalle rinnovate tensioni geopolitiche che fanno tremare i mercati del greggio – hanno spinto Assotir a chiedere maggiore trasparenza. Il timore, fondato, è che dietro la corsa dei listini alla pompa si nascondano fenomeni speculativi che nulla hanno a che vedere con l’effettivo costo della materia prima. L’associazione, in particolare, sollecita l’esecutivo a vigilare affinché l’aumento del carburante non venga scaricato in modo selvaggio sulle tariffe, chiedendo anzi che venga fissato per legge un parametro chiaro per l’adeguamento settimanale delle percentuali di costo. Il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto a margine di un’informativa alla Camera, ha tuttavia provato a spegnere gli animi, rivendicando l’efficacia delle misure già adottate dal governo. Secondo Urso, infatti, se si confrontano i dati nazionali con quelli di Francia, Germania e Spagna, l’Italia avrebbe retto meglio l’urto, grazie al “Decreto Trasparenza” del gennaio 2023.

Le proposte sul tavolo per salvare le imprese

Per scongiurare il collasso di un comparto fondamentale per la logistica del paese, il programma d’azione delineato dalle associazioni è articolato su più fronti. Non si chiede soltanto un argine alle speculazioni, ma anche un intervento diretto per alleggerire il peso fiscale; tra le proposte più concrete vi è quella di finanziare in maniera congrua il credito d’imposta per i trasportatori, almeno per il trimestre marzo-maggio 2026, e di istituire un tavolo di confronto permanente con i committenti per richiamarli al senso di responsabilità. D’altro canto, però, la realtà dei numeri sembra smentire almeno in parte le rassicurazioni provenienti da Palazzo Chigi. Nonostante la proroga del taglio delle accise – un intervento che era costato all’erario circa un miliardo di euro – i prezzi alla pompa hanno continuato a salire, risultando mediamente più alti rispetto al giorno dell’entrata in vigore del primo provvedimento.

La posizione del governo e la riunione con le compagnie

Di fronte a questi numeri, che rischiano di compromettere la competitività dell’intero sistema produttivo, il governo ha cercato di mantenere una linea prudente ma ferma. Urso, parlando della riunione imminente con le compagnie petrolifere, ha anticipato che l’esecutivo chiederà loro di adeguare immediatamente le indicazioni di prezzo all’andamento del mercato internazionale, approfittando del recente calo delle quotazioni del greggio seguito alla tregua in Iran. “Abbiamo maggiori poteri rispetto al passato”, ha dichiarato il ministro, sottolineando come la sua azione sia stata più efficace di quella dei colleghi europei. Resta il fatto, però, che per gli autotrasportatori la situazione sul campo è drammatica: molti di loro, come denunciato da Assotir, rischiano di dover fermare i mezzi per mancanza di liquidità, senza riuscire a coprire i debiti contratti per il semplice acquisto del carburante.

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