Autotrasporto, caro gasolio sopra i 2 euro: margini azzerati
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Redazione Interno
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Il caro gasolio continua a mettere sotto pressione l’autotrasporto, con il diesel stabilmente sopra i 2 euro al litro e aziende che denunciano margini ormai quasi azzerati. Dopo settimane di tensione, gli autotrasportatori hanno sospeso lo sciopero in seguito all’accordo raggiunto con il Governo, ma nel settore resta forte la preoccupazione per costi considerati ancora insostenibili. La protesta era nata proprio dall’impatto del prezzo dei carburanti sul lavoro quotidiano delle imprese, in una fase in cui il trasporto merci continua a essere essenziale per garantire la distribuzione dei prodotti e il funzionamento della filiera.
Stefano Adami, presidente regionale di Confartigianato Trasporti, ha spiegato che il taglio orizzontale delle accise introdotto dal Governo non avrebbe prodotto benefici concreti per l’autotrasporto professionale. Secondo Adami, lo sconto applicato inizialmente alla pompa sarebbe stato compensato dalla perdita del recupero trimestrale delle accise previsto per il gasolio professionale. Una misura definita quindi “neutra” dal comparto, che continua a denunciare un aumento dei costi tale da ridurre drasticamente i profitti delle aziende. In questo scenario, il caro carburanti resta il nodo principale per un settore che già da mesi segnala forti difficoltà operative.
Accordo con il Governo e sciopero sospeso
Dopo la fase di confronto più dura, il Governo ha scelto la strada del dialogo con le associazioni dell’autotrasporto, arrivando a un’intesa che ha portato alla sospensione dello sciopero. Marco Campion, presidente di Confartigianato, ha parlato di una decisione improntata al “buon senso”, sottolineando come il riconoscimento delle difficoltà del comparto abbia evitato conseguenze pesanti per il Paese. Il timore principale riguardava infatti un blocco prolungato del trasporto merci, con effetti immediati sulla distribuzione dei prodotti e sugli approvvigionamenti nei supermercati.
La sospensione dello sciopero viene letta dalle associazioni di categoria come un passaggio necessario per evitare un’escalation della crisi, ma anche come un impegno che dovrà ora tradursi in misure concrete. Dal settore arriva infatti la richiesta di un rispetto puntuale degli accordi raggiunti con il Governo. La tensione resta elevata perché i costi del carburante continuano a incidere direttamente sull’attività delle imprese, mentre il mercato registra consumi in aumento e prezzi ancora molto alti sia per il diesel sia per la benzina.
Il peso dei carburanti sulle imprese e sui conti pubblici
Secondo Nomisma Energia, il rischio di carenza di carburanti resta un elemento da monitorare mentre i prezzi alla pompa continuano a oscillare intorno ai 2 euro al litro. Per cercare di contenere gli effetti del caro energia, il Governo ha prorogato fino al 6 giugno il taglio delle accise sui carburanti, arrivando così al quarto decreto dedicato al sostegno del settore. Un intervento che, secondo le stime riportate, pesa sulle casse dello Stato per quasi 2 miliardi di euro.
Il confronto con la precedente crisi energetica del 2022 evidenzia la portata delle risorse già utilizzate per contenere l’aumento dei prezzi. Durante il governo Draghi, tra marzo e dicembre dello scorso anno, erano stati messi in campo circa 10 miliardi di euro con l’obiettivo di frenare il caro carburanti. Nonostante gli interventi, l’autotrasporto continua però a segnalare una situazione di forte sofferenza economica, aggravata dall’aumento dei costi operativi e dalla difficoltà di mantenere margini sostenibili in un mercato sempre più condizionato dal prezzo del gasolio.




