Autotrasporto schiacciato tra caro-gasolio e speculazione, l’allarme di Assotir

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il caro-gasolio, che ormai da mesi tiene sotto scacco l’intera filiera logistica italiana, ha spinto l’associazione Assotir a formulare una serie di richieste precise – alcune delle quali, va detto, rappresentano vere e proprie rotture rispetto alla prassi consolidata – alle istituzioni e ai committenti. Fissare per legge l’incidenza del costo del carburante sulla tariffa di trasporto, con un meccanismo di adeguamento settimanale, è soltanto uno dei punti di un pacchetto che mira a scongiurare il collasso di un settore già provato. A ciò si aggiunge la necessità di finanziare in maniera congrua il credito d’imposta per i trasportatori nel trimestre marzo-maggio 2026, un periodo che si annuncia particolarmente critico se si considera che il diesel, in alcuni distributori, ha toccato quota 2,7 euro al litro.

Prezzi record e cartelli “esaurito”, la tensione sale sugli impianti

Nonostante le attese di una tregua internazionale – e in particolare dopo gli sviluppi legati allo scenario iraniano che avevano alimentato qualche flebile speranza – la situazione dei prezzi dei carburanti resta paradossalmente incerta e incline a improvvisi picchi. La pace, d’altronde, appare ancora lontana e la cosiddetta “liberazione” dello stretto di Hormuz, crocevia nevralgico per i rifornimenti globali, non è per nulla a portata di mano. In questo quadro, alcuni impianti hanno iniziato a esporre cartelli che avvisano gli automobilisti dell’esaurimento del gasolio, un segnale che gli addetti ai lavori interpretano come l’antefatto di una possibile crisi distributiva. Assotir, nel suo documento, parla senza giri di parole di “speculazione” e chiede un’iniziativa unitaria che riporti il ruolo dell’autotrasporto al centro dell’attenzione, sia delle istituzioni sia della pubblica opinione.

Il ministro Urso convoca le compagnie: “Ora adeguate i prezzi”

Proprio mentre i costi continuano a salire, il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato un giro di vite nei confronti delle compagnie petrolifere. Parlando con i giornalisti alla Camera, Urso ha dichiarato che chiederà loro di adeguare subito le indicazioni all’andamento reale del mercato, forte di poteri maggiori rispetto al passato. “I dati sono emblematici – ha aggiunto – perché se confrontate i prezzi italiani con quelli di Francia, Germania e Spagna, da noi l’aumento è stato meno marcato nonostante la guerra in Iran”. Un’affermazione, quest’ultima, che però stride con i rilevamenti quotidiani: il gasolio, stando ai dati Mimit, continua a salire imperterrito sia sulla rete stradale sia su quella autostradale.

La denuncia dei consumatori: “In Calabria gasolio a 2,2 euro, è una vergogna”

A gettare ulteriore benzina sul fuoco – se si passa il gioco di parole – è la denuncia del presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, che definisce la situazione “una vergogna”. Secondo Dona, i prezzi invece di scendere continuano ad aumentare, e tra le regioni la Calabria ha già sfondato la soglia di 2,2 euro al litro per il gasolio. Un dato che, se letto accanto ai 2,7 euro registrati in qualche impianto, restituisce l’idea di un mercato ormai fuori controllo. Assotir, da parte sua, insiste sulla necessità di un Tavolo di confronto con i committenti per richiamarli al senso di responsabilità: senza un intervento strutturale, avverte l’associazione, l’intero sistema rischia di incepparsi, con conseguenze a cascata su prezzi al consumo e occupazione.

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