Mondiali 2026, Tuchel ai genitori: "Lasciate i bambini a casa da scuola per l'Inghilterra". Polemiche per l'espulsione di Balogun
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Redazione Sport
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Thomas Tuchel, ct della nazionale inglese, ha lanciato un appello ai genitori dei piccoli tifosi in vista dell'ottavo di finale contro il Messico, in programma alle due della notte tra domenica e lunedì. Il tecnico tedesco, consapevole dell'orario proibitivo per i più giovani, ha invitato le famiglie a concedere una deroga al sonno e ai doveri scolastici, visto che il sistema educativo britannico prevede lezioni fino alla terza settimana di luglio. "Ragazzi, non andate a scuola. guardate l'Inghilterra", ha scandito Tuchel, sottolineando che un evento come il Mondiale, che si ripete ogni quattro anni, merita un'eccezione, e ha suggerito ai genitori di scrivere una giustificazione per l'assenza, lasciando che i bambini possano assistere alla partita.
La suggestione del ct, che ha fatto sorridere e discutere i tifosi, arriva in un momento di grande fermento per la nazionale dei Tre Leoni. L'appello di Tuchel si inserisce in un clima di attesa febbrile per la fase a eliminazione diretta, ma le polemiche arbitrali rischiano di oscurare l'entusiasmo.
Se da un lato il ct cerca di coinvolgere le nuove generazioni, dall'altro il torneo sta vivendo momenti di tensione per le decisioni degli ufficiali di gara. L'attenzione mediatica, in particolare, si è concentrata sul cartellino rosso rimediato dall'attaccante statunitense Folarin Balogun nella sfida contro la Bosnia, un episodio che ha sollevato un vespaio di critiche e paragoni scomodi.
L'appello social per Balogun e la chiamata a Trump
La decisione arbitrale che ha estromesso Balogun dalla prossima partita con il Belgio ha scatenato la reazione dei tifosi americani, che si sono rivolti direttamente al presidente Donald Trump. Sui social network, in particolare su X, è partita una campagna per chiedere al capo della Casa Bianca di intervenire presso la Fifa, utilizzando toni che mescolano ironia e seria preoccupazione.
"Trump dovrebbe rivolgersi alla Fifa e emanare un ordine esecutivo", si legge in alcuni dei messaggi più virali, con i sostenitori che sperano in una revoca della squalifica per permettere al giocatore di scendere in campo contro il Belgio. L'iniziativa, seppur nata in modo semi-scherzoso, riflette la frustrazione per un provvedimento giudicato troppo severo.
Il ct Mauricio Pochettino ha già fatto sapere di voler presentare ricorso contro il cartellino rosso, cercando di difendere un elemento chiave del suo attacco. La squalifica di Balogun rappresenta un duro colpo per le ambizioni degli Stati Uniti in questo Mondiale, e la speranza è che le istituzioni calcistiche possano rivedere il provvedimento.
Nel frattempo, il dibattito si è allargato a una presunta disparità di trattamento tra i campioni e gli altri giocatori, con molti osservatori che hanno notato come episodi simili non abbiano sortito lo stesso effetto quando coinvolgevano stelle di prima grandezza.
Il confronto con Messi e l'analisi di Calvarese
Il cartellino rosso a Balogun ha acceso un confronto diretto con la mancata sanzione a Leo Messi nella partita tra Argentina e Algeria. L'ex arbitro Gianpaolo Calvarese, oggi commentatore per Prime Video, ha voluto mettere un punto sulla questione, chiarendo che non ci sono stati criteri di valutazione diversi tra i due episodi. Secondo Calvarese, il provvedimento nei confronti dell'attaccante statunitense è stato giusto e non ci sono state disparità di giudizio rispetto ad altre decisioni arbitrali prese durante la fase a gironi.
L'ex direttore di gara italiano ha cercato di spegnere le polemiche, sostenendo che ogni episodio va valutato singolarmente e che il lavoro dei colleghi in questo Mondiale sta procedendo senza particolari sbavature.
Le parole di Calvarese, tuttavia, non hanno placato le critiche, soprattutto tra i tifosi americani che vedono nella squalifica di Balogun un ostacolo troppo grande per le ambizioni della loro nazionale. Il dibattito si è spostato poi sull'analisi tecnica delle decisioni, con molti che chiedono maggiore uniformità nell'interpretazione delle regole.
L'episodio ha riacceso il dibattito sull'utilizzo del VAR e sulla soggettività delle decisioni in campo, temi che da anni dividono addetti ai lavori e appassionati, e che in un torneo così lungo e complesso come quello del 2026 rischiano di diventare centrali.
Il parere dell'esperto Hackett e il Mondiale più lungo di sempre
Per fare chiarezza sull'operato degli arbitri, Flashscore ha intervistato Keith Hackett, ex arbitro di Premier League ed ex capo della PGMOL, che seguirà il torneo come esperto per tutta la durata della competizione. Hackett, che ha diretto partite in tre diversi paesi, ha sottolineato le difficoltà di un Mondiale che, con 104 partite, si configura come il più impegnativo della storia.
L'ex ufficiale di gara ha analizzato alcune delle decisioni controverse della fase a gironi, offrendo il suo punto di vista su episodi che hanno fatto discutere, senza risparmiare critiche laddove necessarie ma anche difendendo il lavoro dei colleghi sotto pressione.
L'analisi di Hackett si concentra sugli errori del VAR e sulla gestione delle partite, temi caldi che influenzano l'andamento del torneo. La sua presenza come opinionista offre uno sguardo privilegiato sulle dinamiche arbitrali, cercando di spiegare al pubblico le scelte tecniche dei direttori di gara. Mentre le squadre si preparano agli ottavi di finale, le polemiche arbitrali rimangono un capitolo aperto, in attesa che il campo possa dare le sue risposte e che i ricorsi, come quello presentato da Pochettino, possano essere valutati dagli organi competenti.




