Mikaela Shiffrin vince ad Are, la generale si decide a Lillehammer

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il dominio di Mikaela Shiffrin nello slalom speciale, una dittatura che dura ormai da un quindicennio se si considera che il primo sigillo in Coppa del Mondo arrivò proprio su questa neve nel lontano dicembre del 2012, si è manifestato ancora una volta con la consueta, implacabile regolarità. Nella penultima gara della specialità prima delle finali scandinave, la fuoriclasse di Edwards, che di lì a poche ore avrebbe spento trentuno candeline, ha letteralmente annichilito il campo partenti, imponendosi con il crono di un minuto, quarantatre secondi e trentacinque centesimi. Un tempo che le ha permesso di precedere di novantaquattro centesimi la giovane tedesca Emma Aicher, classe 2004 e sempre più sua principale antagonista nella lotta per la sfera di cristallo assoluta, e di un secondo esatto l’elvetica Wendy Holdener, tornata a sorridere su una pista, quella svedese, che sembra esaltare le qualità tecniche delle migliori interpreti della disciplina.

Sono numeri che assumono i contorni della leggenda quelli che sta mettendo a referto la campionessa a stelle e strisce in questa stagione: otto vittorie in nove slalom disputati, una statistica che eguaglia il suo personale primato stabilito nell’inverno del 2019 e che la pone al fianco della mitica croata Janica Kostelic nell'albo d'oro delle stroncature stagionali tra i pali stretti. Il successo di Are, il settimo in carriera su questo tracciato, porta la sua personale collezione di allori in Coppa del Mondo a quota centonove, con le settantadue affermazioni nello slalom a rappresentare l’ennesimo record irripetibile di una carriera che non smette di stupire. Una prestazione, quella odierna, che porta la firma indelebile di una campionessa capace di mettersi immediatamente alle spalle l’erroraccio commesso in gigante, dove aveva chiuso quinta, dimostrando una resilienza mentale che rappresenta forse il suo vero tratto distintivo.

La gara, vivisezionata nelle sue due frazioni, ha raccontato di una Shiffrin subito aggressiva e concentrata nel costruire un vantaggio consistente già in apertura, con cinquantuno centesimi rifilati alla stessa Aicher e cinquantasette all'austriaca Katharina Truppe, poi sfortunatamente quarta per soli nove centesimi. Nella seconda manche, nonostante un piccolo errore nel finale che su quel muro aveva già punito diverse avversarie, l’americana ha gestito con sapiente esperienza il vantaggio, stampando il secondo parziale e lasciando alle inseguitrici soltanto le briciole. La ceca Martina Dubovska, va detto, è stata l’unica a firmare un parziale migliore nel secondo atto, ma per il resto è stata, come sempre, la Shiffrin-show. Aicher, nata in Svezia e quindi tecnicamente di casa, ha comunque potuto sorridere per il suo miglior piazzamento in carriera in slalom, un podio che la proietta con rinnovato slancio verso l’appuntamento cruciale di Lillehammer.

E sarà proprio in Norvegia, a partire da sabato prossimo, che si consumerà il duello per la conquista della Coppa del Mondo generale. Con quattro gare in programma – discesa, supergigante, gigante e slalom – il vantaggio di Shiffrin sulla polivalente teutonica è di centoquaranta punti, un tesoretto prezioso ma non incolmabile considerando che ogni vittoria vale cento lunghezze. Aicher, capace di raccogliere podi in tutte le discipline, parteciperà a tutte e quattro le prove, mentre Shiffrin, che quest’inverno ha saltato sistematicamente le discese, potrebbe concentrarsi sulle tre gare a lei più congeniali, sperando che il margine accumulato sia sufficiente per iscrivere per la sesta volta il suo nome nell'albo della coppa assoluta. Una lotta che si preannuncia serrata, combattuta centesimo dopo centesimo, tra due generazioni a confronto.

Un podio di valore e le prestazioni delle azzurre

Alle spalle delle due dominatrici di questa stagione, Wendy Holdener ha spezzato un digiuno che si protraeva da tempo su questa pista, salendo sul gradino più basso del podio con una seconda manche coraggiosa e pulita, che l’ha vista cedere alla tedesca per soli sei centesimi. Una soddisfazione per la svizzera, che ha ammesso di aver sentito la pressione e di aver dovuto lavorare mentalmente per trovare la giusta concentrazione pochi minuti prima del via. Per l’Italia, la giornata regala comunque segnali positivi in ottica futura, con tre atlete qualificate tra le migliori ventisei. Lara Della Mea, con una prestazione solida e priva di errori, ha chiuso in dodicesima posizione, precedendo la giovane Emilia Mondinelli, diciassettesima, e Giulia Valleriani, ventiseiesima. Un risultato di squadra che, al di là dei riflettori puntati sulle primattrici, testimonia la crescita del movimento azzurro in vista degli impegni conclusivi della stagione.

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