Daniel Pedranzini, argento nella 10 km di fondo ai Mondiali Juniores di Lillehammer
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Redazione Sport
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La spedizione azzurra ai Campionati Mondiali Juniores di sci di fondo, in corso di svolgimento a Lillehammer, in Norvegia, continua a mietere successi con una regolarità che non può passare inosservata. Dopo i bronzi di Federico Pozzi nella sprint e di Marco Pinzani nella mass start, entrambe gare disputate in tecnica libera, è arrivato il turno di Daniel Pedranzini, valtellinese della Valdisotto, classe 2007, che ha conquistato una splendida medaglia d’argento nella 10 chilometri con partenza a intervalli in tecnica classica. Il giovane fondista, che già lo scorso anno aveva impressionato al Festival Olimpico della Gioventù Europea di Bakuriani, in Georgia, mettendo in cascina quattro ori, ha confermato il suo talento su una pista, quella norvegese, storicamente ostica per gli italiani. La sua prova, solida e in crescendo, lo ha portato a tagliare il traguardo con un ritardo di 29"6 dal vincitore, il padrone di casa Leopold Strand, il quale ha fermato il cronometro sull'eccezionale tempo di 23'33"7. A completare un podio a fortissima tinta scandinava è stato l'altro norvegese Torjus Harbo, staccato di 32"2 dall'oro e capace di precedere il francese Gaspard Cottaz nella volata per la terza piazza.
Il dominio norvegese e la tenacia azzurra
La prova maschile ha messo in luce, ancora una volta, la profondità del vivaio norvegese, capace di piazzare tre atleti nei primi cinque: Strand ha vinto, Harbo è salito sul podio e Jonas Skogstad ha chiuso in quinta posizione. Un'egemonia, quella dei norge, che era stata preannunciata alla vigilia e che si è manifestata in tutta la sua evidenza lungo i tracciati di Lillehammer. L'Italia, però, non ha sfigurato, anzi. Oltre al secondo posto di Pedranzini, la squadra azzurra ha piazzato altri due atleti nelle posizioni di vertice: Marco Pinzani, reduce dall'argento nella mass start, ha ottenuto un eccellente settimo posto, accusando un distacco di 52"1 dalla testa della gara, mentre Federico Pozzi, il bronzo della sprint, si è classificato undicesimo a 1'00"6. Chiude la pattuglia azzurra Niccolò Bianchi, venticinquesimo a 1'33" dalla vetta. Questi risultati, nell'insieme, certificano lo stato di salute del movimento giovanile italiano, capace di competere a livelli altissimi con le scuole scandinave, tradizionalmente le più forti.
La gara femminile e l'exploit di Benum
Nella stessa giornata, ma con qualche ora di ritardo, è scesa in pista anche la categoria femminile per la sua 10 km in tecnica classica. E anche in questo caso, la Norvegia ha fatto valere i pronostici della vigilia, issando sul gradino più alto del podio Ingrid Benum. La giovane fondista locale ha preceduto l'austriaca Heidi Bucher, la quale, con questo metallo, mette al collo la sua terza medaglia in altrettante gare disputate in questa rassegna iridata, a conferma di una costanza di rendimento fuori dal comune. Terza posizione per la svedese Tove Norgren, che completa un podio interamente nordico se si eccettua l'incursione dell'austriaca. Per l'Italia, l'unica rappresentante di rilievo nella massima categoria è stata Vanessa Cagnati, la quale ha chiuso la sua prova in sedicesima posizione. Un piazzamento che, seppur lontano dal podio, rappresenta comunque un'esperienza preziosa in ottica futura per l'azzurra, chiamata a confrontarsi con le coetanee più forti del panorama internazionale.
Un ruolino di marcia impressionante
Con questo ennesimo podio, l'Italia dello sci di fondo juniores conferma un ruolino di marcia semplicemente perfetto: in tutte e tre le gare sin qui disputate, gli azzurri sono riusciti a salire sul podio. Un dato che non può essere considerato frutto del caso, ma piuttosto il risultato di un lavoro certosino portato avanti dai tecnici federali e dalla passione di questi giovani atleti, i quali stanno dimostrando di non patire la pressione di una manifestazione mondiale. La prova di carattere messa in mostra da Daniel Pedranzini, in particolare, assume un valore ancora più significativo se si considera che l'ultimo azzurro capace di salire sul podio iridato juniores in una prova individuale in classico era stato Davide Graz, nel lontano 2020 a Oberwiesenthal. Per ritrovare un risultato migliore di un argento in questa specifica specialità, occorre addirittura tornare indietro al 1997, quando a Canmore fu Bruno Carrara a vincere il Titolo mondiale.




