Strage Andria-Corato, la Cassazione chiude il caso: condanne confermate per i ferrovieri, assolti Nitti, Ronchi e Ferrotramviaria
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Redazione Interno
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La Corte di Cassazione ha emesso una sentenza definitiva sulla strage ferroviaria del 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato, mettendo la parola fine a un procedimento giudiziario durato un decennio. I giudici della Quarta sezione penale hanno confermato le condanne per il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e per il capotreno Nicola Lorizzo, dichiarando inammissibile il ricorso della Procura generale di Bari e rigettando quello presentato da Lorizzo.
Le richieste della Procura generale e la decisione della Suprema Corte
Nel corso della requisitoria, il sostituto procuratore generale della Cassazione Ferdinando Lignola aveva sollecitato l'annullamento con rinvio della sentenza della Corte d'Appello di Bari del settembre 2025 nella parte in cui aveva assolto gli ex dirigenti di Ferrotramviaria, Massimo Nitti e Michele Ronchi, e la stessa società. Lignola aveva definito "uno scandalo" il fatto che le responsabilità per 23 morti e oltre 50 feriti ricadessero soltanto su un capotreno e un capostazione, senza considerare la gestione complessiva della sicurezza.
La Corte ha però ritenuto inammissibile il ricorso, confermando così le assoluzioni per l'ex direttore generale Massimo Nitti, per l'ex direttore di esercizio Michele Ronchi e per la società Ferrotramviaria, che era stata chiamata in causa per la responsabilità amministrativa. Le motivazioni complete della sentenza non sono ancora state depositate, ma i giudici hanno condiviso l'impianto accusatorio dei gradi precedenti, secondo cui l'incidente fu provocato da un errore umano e non da carenze strutturali o organizzative imputabili ai vertici aziendali.
Le condanne definitive per i due ferrovieri
Vito Piccarreta, capostazione di Andria all'epoca dei fatti, è stato condannato a sei anni e tre mesi di reclusione, mentre Nicola Lorizzo, capotreno del convoglio partito da Andria e diretto a Corato, a sei anni e nove mesi. Le pene risultano leggermente ridotte rispetto a quelle inflitte in primo grado dal Tribunale di Trani nel giugno 2023, quando Piccarreta aveva ricevuto una condanna a sei anni e sei mesi e Lorizzo a sette anni.
La Corte d'Appello di Bari, nel settembre 2025, aveva poi rimodulato le pene in quelle poi confermate dalla Cassazione.
Lorizzo è stato l'unico tra i ferrovieri coinvolti a sopravvivere allo scontro, avendo viaggiato sul convoglio partito da Andria. Le condanne riguardano esclusivamente la loro posizione, mentre le altre quattordici assoluzioni pronunciate nei gradi precedenti erano già diventate definitive dopo la sentenza d'appello.
La dinamica dell'incidente e il sistema di sicurezza coinvolto
Il 12 luglio 2016, alle 11:05, due convogli di Ferrotramviaria si scontrarono frontalmente sulla linea a binario unico tra Andria e Corato, al chilometro 51, in prossimità di una curva che impediva ai macchinisti di vedersi in tempo utile per evitare l'impatto. I treni viaggiavano a velocità comprese tra 94 e 101 chilometri orari e trasportavano complessivamente 84 persone. Il bilancio fu di 23 morti e 58 feriti, tra cui entrambi i macchinisti, un capotreno, un dirigente di movimento fuori servizio e diciannove passeggeri.
La linea era regolata attraverso il sistema del blocco telefonico, in base al quale i capistazione si scambiavano dispacci per autorizzare la partenza dei treni verso la stazione successiva. Secondo la ricostruzione dell'accusa, dalla stazione di Andria fu concesso il via libera per la partenza dalla stazione di Corato dell'Et1016 e, senza attendere l'arrivo di questo convoglio, fu fatto partire l'Et1021 verso Corato. L'impatto avvenne pochi minuti dopo.
Il contesto della linea e la riapertura dopo la strage
Dopo l'incidente, la circolazione sulla tratta Andria-Corato rimase bloccata per quasi sette anni, creando disagi significativi per i pendolari del Nord barese. La riapertura è avvenuta il 3 aprile 2023, con l'attivazione del doppio binario e di moderni sistemi di sicurezza automatizzati.
I lavori di potenziamento infrastrutturale, finanziati anche con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, hanno incluso la realizzazione del raddoppio della tratta Corato-Andria Sud e l'installazione del Sistema di Controllo Marcia Treno.
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