Presepe in Vaticano, rimosso il Bambinello avvolto nella kefiah
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Redazione Esteri
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Il presepe allestito in Vaticano, proveniente da Betlemme, ha suscitato polemiche a causa della kefiah palestinese utilizzata per avvolgere il Bambinello. La kefiah, simbolo della cultura palestinese, ha provocato reazioni da parte di diverse comunità ebraiche, poiché Gesù, nato e vissuto in Israele, era un ebreo legato alla tradizione e alla cultura ebraica. La presenza della kefiah è stata interpretata come un'influenza politica estranea ai simboli religiosi, che dovrebbero mantenere il loro valore senza essere condizionati da motivi contingenti.
Il Bambinello, insieme alla sua mangiatoia, è stato rimosso dalla Sala Paolo VI, seguendo la tradizione cattolica che prevede l'inserimento del Bambinello nel presepe solo nella notte di Natale. Questo gesto ha voluto evitare ulteriori polemiche e malintesi, cercando di mantenere il presepe in linea con la tradizione cattolica.
Papa Francesco, presente all'inaugurazione del presepe, ha accolto con un sorriso il dono delle delegazioni, tra cui quella palestinese, rappresentata dal ministro Ramzi Khoury e dall'ambasciatore presso la Santa Sede, Issa Kassisieh. Alla cerimonia era presente anche padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa, che ha successivamente celebrato una messa di ringraziamento presso le grotte dei Papi.
La rimozione della kefiah e del Bambinello dal presepe ha voluto evitare speculazioni politiche e ideologiche, cercando di mantenere il focus sui simboli religiosi e sulla loro importanza spirituale.




